La Terra non è un tweet: perché oggi non basta un "mi piace" per salvarla
22 aprile. C’è una data sul calendario che, ogni anno, ci costringe a guardare fuori dalla finestra con una punta di senso di colpa. È la Giornata Mondiale della Terra. Una ricorrenza che nasce nel 1970, figlia di un’America che iniziava a tossire per lo smog, e che oggi è diventata il "Ground Zero" della nostra coscienza ecologica. Ma diciamocelo con la schiettezza che serve: oggi il rischio è quello di scivolare nel solito riflesso condizionato del *greenwashing* digitale. Un post con una foresta rigogliosa, un hashtag d'ordinanza e poi, spento lo schermo, torniamo a far correre i nostri motori e a soffocare i nostri territori nella plastica. La Terra siamo noi (e il nostro vicino) La tutela dell'ambiente non è un concetto astratto che riguarda solo lo scioglimento dei ghiacciai o la foresta amazzonica. È una questione di prossimità. Difendere il pianeta significa, prima di tutto, avere cura del pezzetto di suolo che calpestiamo ogni mattina. Significa capire che...









