Celebrazione di Giuseppe Mengoli per la riapertura della Chiesa della Fontana alla presenza delle autorità civili e militari
Celebrazione di Giuseppe Mengoli per la riapertura della Chiesa della Fontana alla presenza delle autorità civili e militari
TORREMAGGIORE – Un momento solenne, carico di significato e profondamente partecipato. La riapertura del Santuario Maria Santissima della Fontana si è vissuta come un vero evento di popolo, alla presenza delle autorità civili e militari della città, segno di un legame forte tra la comunità ecclesiale e l’intero territorio.
La celebrazione, presieduta dal vescovo Giuseppe Mengoli, ha restituito non solo uno spazio rinnovato, ma soprattutto un senso rinnovato di appartenenza. La chiesa, oggi luminosa e accogliente, diventa immagine viva di una comunità chiamata a esserlo altrettanto: aperta, presente, capace di farsi casa per tutti.
Nel cuore di questo percorso si colloca il cammino del parroco don Francesco De Vita, che fin dal suo arrivo ha custodito il desiderio di restituire decoro e bellezza alla chiesa. Un sogno divenuto realtà attraverso un impegno costante, non privo di difficoltà. Più volte, infatti, ha confidato di aver temuto di non farcela. Ma la perseveranza, sostenuta dalla fede e dall’affetto della comunità, ha permesso di giungere a questo giorno.
Tra i segni più significativi di questo rinnovamento vi è anche la scelta di riportare la statua di Maria Santissima della Fontana al centro della chiesa, visibile a tutti. Non più custodita in sacrestia, ma restituita alla devozione del popolo, come presenza viva e materna che accompagna il cammino dei fedeli.
Nella sua omelia, il vescovo ha richiamato il valore della luce: una chiesa luminosa richiama una comunità luminosa. Ma ha anche sottolineato come entrare in chiesa significhi entrare nella comunità, superando ogni distanza, ogni indifferenza, per riscoprire il gusto delle relazioni autentiche.
Particolarmente significativa la presenza dei giovani, segno di una Chiesa che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Un legame forte tra passato, presente e futuro che trova espressione concreta nella vita quotidiana della comunità.
In questo contesto, merita un sentito plauso il vice parroco don Matteo Agostino Pensato, che insieme al parroco ha coordinato i lavori con dedizione e competenza. La sua sensibilità per l’arte e la sua passione autentica hanno contribuito in modo determinante a restituire armonia e bellezza agli spazi, riuscendo a coniugare con equilibrio il rispetto della tradizione con uno sguardo aperto al presente e proiettato verso il futuro.
Lo sguardo della comunità si posa oggi sull’altare e sul Crocifisso, cuore della fede e centro visivo della chiesa. È lì che tutto si raccoglie, è lì che si entra nel mistero di Cristo, chiamati a vivere una fede concreta e incarnata.
La riapertura del Santuario Maria Santissima della Fontana non è soltanto un evento, ma un invito: entrare davvero, nella comunità e in se stessi, riscoprendo ciò che conta, ciò che unisce, ciò che dà senso.
Una chiesa restituita alla sua bellezza, dunque, ma soprattutto una comunità che riparte. Con più luce. Con più consapevolezza. Con il desiderio di continuare a camminare insieme.






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