10 aprile 2026 – Una chiamata che diventa servizio: don Raffaele Angeloro è diacono











 

C’è un momento, nella vita di una comunità, in cui il tempo sembra fermarsi. Le parole si fanno più leggere, gli sguardi più intensi, e il cuore riconosce che sta accadendo qualcosa di grande. Questa sera, nella solenne cornice della Chiesa Cattedrale in San Severo, per l’imposizione delle mani di Mons. Giuseppe Mengoli , Raffaele Angeloro è stato ordinato diacono.

Un passo atteso, custodito nel silenzio degli anni, maturato tra i banchi e i corridoi della , dove Raffaele è cresciuto. Prima ministrante, poi animatore, educatore dell’ACR e punto di riferimento per il gruppo giovani: un volto familiare, una presenza discreta ma costante, sempre pronta a donarsi senza riserve.

La sua storia non è fatta di gesti eclatanti, ma di fedeltà quotidiana. Diplomato in ragioneria, ha intrecciato studio e servizio, proseguendo il suo cammino fino a raggiungere, pochi mesi fa, la laurea in Teologia, segno di una vocazione maturata anche nella riflessione e nello studio, oltre che nella vita concreta della comunità.

Il volontariato nella Croce Rossa  e poi nell’ Unitalsi raccontano una vocazione che si è fatta concreta, nel servizio agli ultimi e nella devozione alla Madonna. Non sono mancati momenti intensi come le animazioni nei campi scuola, vissute accanto ai più giovani, e i pellegrinaggi a Lourdes organizzati con l’Unitalsi, esperienze che hanno segnato profondamente il suo cammino umano e spirituale.

E poi i ricordi che restano: le attività in parrocchia, l’entusiasmo dei giovani, il musical organizzato con passione, impreziosito dalla presenza di Don Giosy Cento. Segni semplici ma veri, che parlano di una fede vissuta, capace di coinvolgere e di lasciare traccia.

Ma cosa significa diventare diacono?

Il diacono “transeunte” è colui che si prepara al sacerdozio, vivendo un tempo prezioso di passaggio. È chiamato ad annunciare il Vangelo, a servire all’altare e a farsi prossimo nella carità. Non è ancora sacerdote, ma già incarna una Chiesa che serve, che si china, che accompagna. È il ministero del servizio, sulle orme di Cristo.

Questa sera, durante l’omelia, il Vescovo di San Severo, Mons. Giuseppe Mengoli, ha rivolto a don Raffaele parole semplici ma profonde, alla presenza di don Leonardo Di Mauro, parroco della comunità, di don Renato Borrelli, che lo ha visto crescere, e di numerosi sacerdoti del clero diocesano, oltre ad amici e familiari stretti attorno a lui in un abbraccio corale.

E allora lasciamo parlare il cuore, attraverso quattro passaggi che raccolgono il senso di questa omelia e di questo giorno:

  • “ don Raffaele, non dimenticare mai da dove sei partito: una comunità che ti ha cresciuto e che oggi ti affida al mondo.”
  • “Il tuo sì, pronunciato davanti a Dio e alla Chiesa, oggi diventa responsabilità d’amore: servire senza cercare nulla per sé.”
  • “Accanto a te ci sono volti, storie, affetti: custodiscili, perché il ministero nasce sempre dentro una famiglia di fede.”
  • “Sii servo con gioia, perché solo chi si dona fino in fondo diventa davvero segno vivo del Vangelo.”

Oggi la comunità di Torremaggiore non festeggia solo un’ordinazione. Festeggia una storia che continua, una promessa che prende forma, una vocazione che si fa servizio.

A Raffaele Angeloro, da parte di Torre Informa, gli auguri più sinceri: che questo tempo diaconale sia un ponte verso il sacerdozio, ma soprattutto un tempo autentico, vissuto nella fedeltà e nella gioia del dono.

Perché le vocazioni più vere nascono così: nel silenzio, nella quotidianità, nella capacità di amare senza misura.

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