12 aprile 2026 – Il primo passo nel servizio: don Raffaele Angeloro diacono tra la sua gente
Ci sono sere che non fanno rumore, eppure restano. Si depositano nel cuore della comunità come una carezza, come una pagina che non si dimentica. Questa sera, nella parrocchia Gesù Divino Lavoratore, si è vissuto uno di quei momenti.
È qui che tutto è iniziato. Tra queste mura, tra questi banchi, don Raffaele Angeloro è cresciuto. Ed è qui che, con semplicità e senza bisogno di parole solenni, ha svolto il suo primo servizio da diacono durante la celebrazione eucaristica.
A presiedere la Santa Messa è stato don Leonardo Di Mauro, parroco della comunità, mentre l’omelia è stata affidata a don Renato Borrelli, già parroco, che Raffaele lo ha visto crescere, passo dopo passo, nel tempo silenzioso della formazione e della vita parrocchiale.
E forse è stato proprio questo il tratto più bello della serata: il ritorno. Non un ritorno nostalgico, ma pieno. Un figlio che torna nella sua casa con un dono nuovo, maturato negli anni, e lo consegna lì dove tutto ha avuto origine.
Nessun gesto eclatante, nessuna ricerca di protagonismo. Solo il servizio. Quello vero. Quello che si impara giorno dopo giorno, tra i piccoli incarichi, le responsabilità condivise, le mani tese senza clamore.
Don Raffaele non è un volto estraneo. È uno di casa. È il ragazzo che ha servito all’altare, che ha accompagnato i più piccoli, che ha camminato accanto ai giovani. E questa sera, in quel passaggio delicato e prezioso che è il diaconato, ha mostrato lo stesso stile di sempre: discreto, essenziale, autentico.
Le parole dell’omelia hanno richiamato proprio questo: le radici, la gratitudine, la fedeltà. Perché ogni vocazione vera non nasce all’improvviso, ma cresce lentamente, dentro una comunità che educa, sostiene, accompagna.
E allora questa sera non è stata solo la “prima” di un ministero. È stata la conferma di un cammino. È stata la gioia di una parrocchia che riconosce uno dei suoi figli e lo affida, con fiducia, al servizio nella nostra diocesi di San Severo.
Non servono grandi discorsi per spiegare ciò che si è vissuto. Basta un’immagine: un altare, una comunità raccolta, e un giovane diacono che, con mani ancora tremanti di emozione, inizia a servire.
Da lì si riparte. Sempre da lì.
TorreInforma, che racconta e custodisce le storie del territorio, si unisce alla gioia della comunità e affida don Raffaele alla preghiera di tutti.
Perché le cose più vere continuano a nascere così: nel silenzio, nella fedeltà, nella semplicità di un sì.




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