L'urlo di Casillo nel silenzio dello Zaccheria: "Vogliono affossarci, ma la nostra piazza festeggerà"
FOGGIA – Ci sono pomeriggi in cui il pallone sembra pesare più del dovuto, e quello di Cosenza, per il Foggia, è stato uno di quelli. Non è solo il tabellino a segnare l'1-0 per i padroni di casa, ma è il senso di ingiustizia che divampa negli spogliatoi e nelle parole, taglienti come lame, del presidente Gennaro Casillo.
Al centro del tornado c’è quel pallone spinto in rete da Cangiano nella ripresa. Un urlo strozzato in gola da una decisione arbitrale che il patron rossonero non ha esitato a definire "inaudita". Il mancato ricorso alla tecnologia, quel monitor rimasto spento mentre il destino della partita cambiava direzione, è stata la scintilla che ha fatto esplodere mesi di tensioni accumulate.
Uno sfogo che sa di difesa identitaria
Intervenendo ai microfoni di Foggia Tv, Casillo non ha parlato solo da dirigente, ma da primo tifoso di una città che si sente accerchiata:
"Siamo esausti, non ci rispettano. Il mio è uno sfogo perché difendo la mia città".
Nelle sue parole emerge il ritratto di una squadra che si sente vittima di un disegno più grande, un tentativo di "affossare" i sogni di gloria di una piazza che vive di pane e calcio.
Il patto con la piazza
Ma è nel momento della massima amarezza che il Presidente lancia la sfida più grande. Non c'è rassegnazione nel suo sguardo, ma la ferma convinzione che il verdetto finale non si scriverà nelle stanze dei bottoni o tra i fischietti arbitrali, ma sul campo e, soprattutto, nelle strade.
"Ci vogliono affossare, ma noi festeggeremo in piazza a fine stagione", ha dichiarato con la forza di chi vede già oltre l'ostacolo. Un appello accorato alla "sua" gente, affinché lo stadio torni a essere quel fortino inespugnabile capace di spingere i ragazzi oltre ogni torto subito.
Il finale è ancora da scrivere
Mentre il campionato di Serie C scivola verso le sue battute finali – con i risultati che vedono la Casertana correre e l'Arezzo lottare per la B – il Foggia si ritrova a un bivio. La sconfitta di Cosenza potrebbe essere il colpo del k.o. o, come spera Casillo, il carburante necessario per una rimonta epica.
La sfida è lanciata: contro tutto e contro tutti, il Foggia ha deciso di non restare a guardare. La piazza aspetta, la città mormora, ma il cuore rossonero batte ancora forte, pronto a trasformare la rabbia in una festa che nessuno potrà annullare.



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