Pasquetta e l’uovo di Pasqua: un guscio di dolcezza e speranza




Tra un abbraccio, una risata e il profumo dei dolci della tradizione, arriva immancabile l’atteso momento dell’uovo di cioccolato. I bambini lo scartano con gli occhi pieni di meraviglia, gli adulti lo condividono con un sorriso che sa di ritorno all’infanzia. Ma dietro questo semplice gesto, c’è molto di più.

L’uovo è un simbolo antichissimo, presente in molte culture come immagine della vita che nasce, della rinascita, del mistero che si schiude. Nella tradizione cristiana, l’uovo pasquale richiama il sepolcro vuoto di Cristo: da qualcosa di chiuso e apparentemente inerte, esplode la vita. È il segno che la morte non ha l’ultima parola.

“Cristo è risorto! Questo è il centro della nostra fede, è la nostra speranza e la nostra gioia”, ha detto Papa Francesco in una delle sue omelie pasquali. Ed è proprio questa gioia che l’uovo di Pasqua intende trasmettere: un dolce guscio che racchiude la sorpresa della vita nuova, della luce che vince il buio.

Non tutti sanno che l’usanza delle uova decorate risale al Medioevo. Già allora, durante la Quaresima, era vietato mangiare uova, e così, alla fine del digiuno, queste venivano bollite, decorate e donate come gesto di festa. Col tempo, l’uovo si è fatto dolce, di zucchero, poi di cioccolato, fino alle eleganti creazioni di oggi, ma il cuore del simbolo è rimasto intatto.

Anche a Torremaggiore, l’uovo di Pasqua è molto più di un dolce: è un momento di condivisione, di famiglia, di piccoli gesti che raccontano una fede semplice e radicata. Nei cortili e nei salotti, tra le vie del centro e le tavole imbandite, si respira un’aria di festa che sa di vita che rinasce. E ogni bambino che rompe il suo uovo, ogni nonna che lo taglia con cura per i nipoti, ci ricorda che la Pasqua è soprattutto questo: stupore, affetto, speranza.

Ed eccoci oggi, nel giorno di Pasquetta, il Lunedì dell’Angelo, che prolunga la festa della Risurrezione. La liturgia ci racconta dell’incontro tra l’angelo e le donne al sepolcro: “Non è qui. È risorto.” È il giorno della corsa, dell’annuncio, dello stupore che diventa testimonianza. E per noi, anche il giorno delle gite fuori porta, dei pranzi condivisi, delle risate all’aria aperta. Un’occasione per vivere la gioia pasquale in semplicità, portando nel cuore la luce della Risurrezione.

Che sia di fondente o al latte, con sorpresa o senza, grande o piccolo… l’uovo di Pasqua è un invito a credere nella possibilità di una vita nuova. A custodire la speranza anche quando sembra nascosta sotto un guscio duro. E a condividerla, proprio come facciamo spezzando quel cioccolato con chi amiamo.

Buona Pasquetta, Torremaggiore!
Con il cuore pieno di luce… e magari anche un po’ di cioccolato.



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