Quando la Chiesa cammina: la voce del Pastore nella festa della Fontana

 




Il passo della fede, nel silenzio che parla

La festa non è solo ciò che si vede. È ciò che resta quando le parole trovano il loro peso e il cuore si ferma ad ascoltare.

Nella celebrazione del mercoledì della festa di , la comunità si raccoglie attorno all’altare, in una concelebrazione che vede unito il clero di Torremaggiore, segno concreto di una Chiesa che cammina insieme, senza protagonismi.

A presiedere la liturgia è il Vescovo, Mons Giuseppe Mengoli , che nell’omelia offre una riflessione semplice e diretta, capace di entrare nel vissuto della gente.

Qual è il senso delle processioni?

La risposta viene dalla Scrittura. e salgono al tempio per pregare e incontrano uno storpio. Non cambiano strada. Non tirano dritto.

“Guarda verso di noi.”

È qui che si comprende il cammino della processione: non un gesto esteriore, ma una scelta di presenza. C’è sempre qualcuno che chiede aiuto, qualcuno che affida una preghiera. E la comunità non può sottrarsi.

“Non possiedo né oro né argento… ma nel nome di Gesù Cristo, alzati e cammina.”

Non è una promessa facile. È una relazione che nasce. È il coraggio di offrire ciò che si è, prima ancora di ciò che si ha.

Nell’omelia emerge questo invito: allargare il cuore, lasciarsi coinvolgere, non camminare da soli né contro gli altri, ma insieme.

E allora anche lo sguardo a acquista un significato più profondo. Non è distanza, ma vicinanza. Non è evasione, ma ritorno all’essenziale. “Guardate verso di me”, come richiamo a ritrovare dentro di sé la presenza di Dio.

Durante la processione si cammina così: con passo semplice, senza affanno, con una gioia composta. Perché la vita, prima ancora di essere compresa, è un dono da accogliere.

E in quel cammino, forse, ciascuno ritrova il proprio posto.


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