TorreInforma – Giorno di Pasqua: l’omelia di Leonardo Di Mauro, parroco della Parrocchia Gesù Divino Lavoratore




 


C’è un momento, nella notte che diventa alba, in cui tutto sembra sospeso. È il giorno di Pasqua. Non è solo una ricorrenza, ma un passaggio. Un salto in avanti, deciso, che rompe il peso della morte e apre alla vita nuova.

Nell’omelia di don , guida della comunità della , la risurrezione non è raccontata come un fatto lontano, ma come qualcosa che accade ancora, oggi, dentro la vita di ciascuno.

Gesù ha vinto la morte. E questa vittoria non è un punto fermo, ma un inizio. È un invito a ripartire.

Il Vangelo ci mette davanti a due sguardi: quello di Pietro e quello di Giovanni. Pietro entra, osserva, ma resta nel segno. Giovanni invece vede e crede. È qui che si gioca tutto: non basta guardare, serve credere. È la fede a fare la differenza, a trasformare un sepolcro vuoto in una promessa viva.

E poi ci sono le donne. Sono loro le prime a muoversi, le prime a cercare, le prime a ricevere l’annuncio. In loro c’è già il germe del ricominciare. La risurrezione, infatti, rimette tutto in moto: il cuore, i passi, la speranza.

Non è una storia da contemplare, ma una strada da percorrere.

Don Leonardo richiama con forza a non fermarsi davanti al sepolcro vuoto. Non è lì che bisogna restare. Il cristiano non è chiamato a guardare la pietra rotolata via, ma a riconoscere il Vivente. Gesù è risorto. E con Lui siamo chiamati a risorgere anche noi, dentro le nostre fatiche, le nostre cadute, le nostre paure.

Se lo incontriamo davvero, non saremo mai soli.

La Pasqua diventa allora luce che attraversa il buio, forza che rialza, certezza che accompagna. Non cancella le ferite, ma le trasfigura. Non elimina le domande, ma dona una direzione.

È vita nuova. Da vivere. Oggi.

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