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Oggi 10 agosto, dopo la notte di San Lorenzo: il cielo che custodisce i nostri sogni e il ricordo del Santo

La notte è appena passata, ma il suo sapore dolcissimo e amaro al tempo stesso resta ancora attaccato alla pelle. È la mattina dell'10 agosto. Le luci dell'alba hanno pian piano riacceso i colori del mondo, spazzando via il buio in cui, fino a poche ore fa, eravamo tutti rimasti con la testa all'insù, a inseguire scie di luce nel vuoto. La notte di San Lorenzo se n'è andata in silenzio, lasciandoci addosso quella strana, bellissima stanchezza di chi ha vegliato per sognare. Ci siamo ritrovati ancora una volta lì, dispersi lungo i rilievi bui, distesi sui prati o sui bagnasciuga dove il mare risacca piano. Abbiamo spento i telefoni, zittito il rumore di fondo di giornate sempre troppo di corsa, e ci siamo messi in ascolto. Perché la notte di San Lorenzo non è mai stata soltanto un appuntamento con l'astronomia: è un appuntamento con l'anima. Una tradizione antica, che affonda le sue radici nella memoria e nella fede. San Lorenzo, il giovane diacono di Roma che ne...

San Severo, una preghiera che unisce il cuore della Chiesa Martedì 29 aprile la Diocesi si stringe attorno a Papa Francesco








San Severo, una preghiera che unisce il cuore della Chiesa

Martedì 29 aprile la Diocesi si stringe attorno a Papa Francesco

C’è un silenzio che parla più forte di mille parole. È il silenzio della preghiera, quello che 

sale come un respiro profondo da una comunità raccolta attorno a un altare. Martedì 29 aprile, alle ore 20.00, nella Cattedrale di San Severo, questo silenzio sarà condiviso, denso di memoria, gratitudine e affetto: la Diocesi si riunirà per una concelebrazione eucaristica in suffragio di Papa Francesco.

A presiedere sarà Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Mengoli, pastore che guida il popolo sanseverese con uno stile sobrio e paterno, in questa occasione carica di emozione e spiritualità. L’iniziativa, promossa all’interno dell’anno giubilare diocesano, vuole essere più di una semplice commemorazione: è un gesto di comunione, una carezza dell’anima rivolta a chi ha guidato la Chiesa con il Vangelo tra le mani e i piedi per strada.

Papa Francesco ci ha insegnato a non avere paura della tenerezza, a sporcarci le mani con la misericordia, a metterci in cammino — “peregrinantes in spem”, come ci ricorda il motto dell’anno santo — con la speranza nel cuore. Anche adesso che il suo pontificato ha concluso il suo corso terreno, le sue parole continuano a vibrare: “Pregare è dire al Signore: ‘Signore, ho bisogno di Te’.”

Sarà una serata semplice, ma intensa. Un popolo, il suo Vescovo, una Chiesa intera che si stringe, in preghiera, attorno a chi l’ha amata fino alla fine. E in quell’ora, in quella cattedrale, ognuno potrà sentirsi parte di qualcosa di più grande. Perché, come Francesco ci ha insegnato, “nessuno si salva da solo”.



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