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Oggi 10 agosto, dopo la notte di San Lorenzo: il cielo che custodisce i nostri sogni e il ricordo del Santo

La notte è appena passata, ma il suo sapore dolcissimo e amaro al tempo stesso resta ancora attaccato alla pelle. È la mattina dell'10 agosto. Le luci dell'alba hanno pian piano riacceso i colori del mondo, spazzando via il buio in cui, fino a poche ore fa, eravamo tutti rimasti con la testa all'insù, a inseguire scie di luce nel vuoto. La notte di San Lorenzo se n'è andata in silenzio, lasciandoci addosso quella strana, bellissima stanchezza di chi ha vegliato per sognare. Ci siamo ritrovati ancora una volta lì, dispersi lungo i rilievi bui, distesi sui prati o sui bagnasciuga dove il mare risacca piano. Abbiamo spento i telefoni, zittito il rumore di fondo di giornate sempre troppo di corsa, e ci siamo messi in ascolto. Perché la notte di San Lorenzo non è mai stata soltanto un appuntamento con l'astronomia: è un appuntamento con l'anima. Una tradizione antica, che affonda le sue radici nella memoria e nella fede. San Lorenzo, il giovane diacono di Roma che ne...

Spari durante una partita di calcio giovanile: ferita una donna. Arrestato un uomo originario di San Severo


Spari durante una partita di calcio giovanile: ferita una donna. Arrestato un uomo originario di San Severo

Torremaggiore, 25 giugno 2025 – Un drammatico episodio ha turbato la tranquillità di una serata sportiva a Tivoli, nel Lazio, durante una partita di calcio giovanile. Una donna di 42 anni, presente sugli spalti come spettatrice, è stata ferita da un colpo d’arma da fuoco. Il proiettile, compatibile con un calibro 7.65, è partito da un’abitazione distante circa 50 metri dal campo sportivo “Villa Adriana Calcio”, colpendola a un braccio.

Secondo le ricostruzioni della polizia, a fare fuoco è stato un uomo di 57 anni originario di San Severo, arrestato con le accuse di tentato omicidio, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, e detenzione abusiva di armi. Nella sua abitazione è stato trovato un piccolo arsenale. L'uomo è stato condotto nel carcere romano di Rebibbia, mentre il suo coinquilino è risultato estraneo ai fatti.

La donna ferita è stata trasportata d’urgenza in ospedale e sottoposta a intervento chirurgico. La prognosi è di 30 giorni. Testimoni raccontano momenti di autentico terrore: lo sparo ha colto tutti di sorpresa, con bambini e genitori presenti per una semplice partita tra giovani calciatori.


Un commento da cittadino e da educatore

di Michele Pio Pontonio 

In una sera d’estate, la follia di un singolo ha interrotto la bellezza di ciò che lo sport giovanile dovrebbe rappresentare: gioia, crescita, comunità. Non bastano le parole per esprimere lo sgomento di fronte a un gesto così inspiegabile. Ciò che fa più male è che il campo di gioco, spazio sacro dove si educano i ragazzi al rispetto e al sacrificio, sia diventato teatro di paura.

In una società sempre più nervosa e disordinata, questo episodio ci interroga. Le armi, la rabbia repressa, il senso di onnipotenza che si trasforma in minaccia alla vita altrui: tutto ciò è il contrario di ciò che dovremmo insegnare, dentro e fuori dai campi sportivi.

Da cittadino del territorio da cui proviene l’arrestato, da educatore e da uomo legato ai valori del Centro Sportivo Italiano, non posso che ribadire quanto sia urgente tornare a educare alla pace, al rispetto, al senso del limite. Ogni partita, ogni allenamento, ogni gesto nello sport giovanile è una semina. Non possiamo permettere che venga contaminata da gesti insensati e violenti.

Alla donna ferita va tutta la nostra vicinanza. Ai bambini presenti, il nostro abbraccio più forte. E a tutti noi adulti, l’impegno a costruire una società dove educare al bene non sia mai opzionale.



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