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San Michele Arcangelo, protettore della Polizia di Stato: il grazie di Torreinforma che vale più di mille parole

  Certe date non sono mai soltanto un numero cerchiato sul calendario. Portano con sé un peso specifico, fatto di simboli, di tradizioni che resistono al tempo e di quel filo invisibile che lega le istituzioni alla vita di tutti i giorni. Oggi è il 29 settembre . E per chi guarda alle cose con attenzione, è il giorno in cui si incrociano la devozione e la realtà tangibile del Paese. Si festeggia San Michele Arcangelo , il santo protettore della Polizia di Stato . Un custode celeste che, nell'immaginario collettivo e nella storia della sicurezza italiana, non è una semplice figura astratta, ma il riflesso di chi ogni mattina indossa una divisa e sceglie di mettersi al servizio degli altri. Da Torreinforma , in questo 29 settembre, arriva un pensiero che va oltre la mera formalità istituzionale. È un grazie. Uno di quelli sinceri, profondi, che non hanno bisogno di retorica sbiadita per farsi sentire. Pensiamoci bene. Spesso ci dimentichiamo di cosa significhi, concretamente, la ...

TorreInforma Ricorda – Il 29 novembre 1949: l’eccidio di Torremaggiore



 


Una giornata che segnò la città

Torremaggiore non dimentica il 29 novembre 1949, quando due braccianti agricoli, Antonio Lavacca e Giuseppe Lamedica, persero la vita durante una manifestazione pacifica per rivendicare migliori condizioni di lavoro nei campi. In quegli anni, il nostro Paese era attraversato da profonde tensioni sociali: il biennio 1948-1949 fu caratterizzato da conflitti tra lavoratori e istituzioni, in un’Italia ancora fragile e ferita dalla guerra.

La manifestazione davanti alla Camera del Lavoro

Quel giorno, uomini e donne si erano radunati davanti alla Camera del Lavoro per chiedere pane e lavoro. La loro voce era semplice e chiara: dignità, giustizia, diritti fondamentali. La risposta delle autorità fu immediata e violenta: i carabinieri caricarono i manifestanti e aprirono il fuoco, trasformando una protesta pacifica in tragedia.

Le vittime e i feriti

Antonio Lavacca e Giuseppe Lamedica caddero sul posto, strappati alla vita nel fiore degli anni. La paura colpì anche chi era solo testimone dei fatti: la sarta Giuseppina Faenza morì d’infarto, mentre altri dieci lavoratori rimasero feriti. La comunità intera fu scossa da quell’eccidio, che rimase impresso nella memoria collettiva come simbolo delle lotte operaie e della ricerca di giustizia.

Giustizia mancata

I fatti culminarono in un processo controverso: le vittime furono condannate, mentre i responsabili della repressione furono assolti. Una decisione che lasciò l’amaro in bocca a famiglie e cittadini, e che rende ancora più preziosa la memoria di quel giorno.

Ricordare per non dimenticare

Oggi, a distanza di oltre settant’anni, la memoria di Lavacca e Lamedica rimane un monito: il diritto al lavoro e al rispetto della persona non può essere calpestato. TorreInforma Ricorda si unisce al ricordo dei nostri concittadini, affinché la storia di Torremaggiore continui a insegnarci coraggio, dignità e giustizia.

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