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L’autostrada per il Cielo fa tappa alla Parrocchia Gesù Divino Lavoratore: la storia, il cuore e un’icona che resta per sempre

Di Michele Pio Pontonio Mettete un attimo in pausa il disordine della giornata. Fermate il feed , fermate le notifiche. Perché ci sono storie che non passano semplicemente attraverso uno schermo: ci entrano dentro, ci mettono una mano sulla spalla e ci dicono che sì, la bellezza esiste ancora. E a volte ha la forma semplice di un ragazzo con la felpa, le scarpe da ginnastica e un sorriso che ti disarma. Quel ragazzo è Carlo Acutis . E a Torremaggiore, nella Parrocchia Gesù Divino Lavoratore , stiamo per vivere qualcosa di grande. Non un semplice evento a calendario, non una順 rituale. Ma una di quelle storie di comunità che ti fanno dire: “Io c’ero” . Quel filo sottile tra un ragazzo del 2000 e le nostre vite Tutti conosciamo quella sua frase diventata un faro per tantissimi giovani: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo» . Carlo non era uno straordinario irraggiungibile: era un ragazzo come i nostri ragazzi. Amava la rete, i codici informatici, le passeggiate, gli amici. ...

21 gennaio 1871: quando l’Addolorata divenne la mamma di Torremaggiore

 


Il 21 gennaio 1871 è una data che i torremaggioresi non dimenticheranno mai. In quel giorno, la Beata Vergine Maria Addolorata venne proclamata Patrona principale della città, assumendo un ruolo di guida e protezione che dura ancora oggi.

A ricordarlo c’è un’iscrizione posta all’ingresso della Chiesa del Carmine, un vero e proprio ponte tra passato e presente. Vi si legge in latino:

BEATISSIMAM VIRGINEM ET MATREM MARIAM SUB TITULO SEPTEM DOLORUM VENERATAM,

PROTECTRICEM ET PATRONAM TURRIS MAJORIS.

Tradotto significa: “La Beatissima Vergine e Madre Maria, venerata sotto il titolo dei Sette Dolori, Protettrice e Patrona di Torremaggiore”. Parole scolpite nella pietra, ma soprattutto nella memoria e nel cuore di ogni cittadino.

Come ricorda Walter Scudero nelle sue Note storico-artistiche sulla Chiesa del Carmine di Torremaggiore, questo riconoscimento non fu solo un atto ufficiale: era la conferma di una devozione che già ardeva tra la gente, fatta di preghiere quotidiane, processioni e un affetto silenzioso ma profondo.

Oggi, a più di 150 anni di distanza, celebrare questo anniversario significa ricordare le radici della nostra città. Significa sentire ancora il calore di una Madre che accompagna, protegge e consola, unendo passato e presente in un abbraccio che non conosce tempo.

L’Addolorata resta così, ieri come oggi, la mamma di Torremaggiore, segno di fede, di storia e di comunità. Una presenza che fa rabbrividire per bellezza e devozione, ma che soprattutto fa sentire a casa chiunque metta piede in questa città.


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