26 gennaio 2026 – Torremaggiore ricorda don Francesco Vassallo, sacerdote fino in fondo
Nel giorno dell’anniversario della morte, 26 gennaio 2026, Torremaggiore si ferma nel silenzio della memoria e della gratitudine per ricordare il Servo di Dio Francesco Maria Vassallo, parroco, educatore, fondatore, ma soprattutto uomo di Dio che ha segnato in modo profondo la storia religiosa e civile della nostra comunità.
Sono trascorsi 45 anni da quel 26 gennaio 1981, quando don Francesco concludeva il suo pellegrinaggio terreno nell’ospedale San Giacomo di Torremaggiore. Eppure il suo nome continua a vivere, non come semplice ricordo, ma come presenza che interpella le coscienze.
Nato a San Severo il 23 aprile 1925, ordinato sacerdote nel 1948, don Francesco arriva a Torremaggiore nel 1966 come parroco del Santuario di Maria Santissima della Fontana. Qui resterà fino alla morte, consumando ogni energia per il Vangelo, per i poveri, per le famiglie, per i “lontani”. Non si limita ad amministrare: anticipa i tempi, intuisce la crisi della cristianità, comprende che la fede va portata nelle case, nelle strade, nella vita quotidiana.
È in questi anni che prende forma il Movimento Missionario Cenacolisti, ispirato al Cenacolo di Pentecoste: una Chiesa viva, missionaria, fondata sulla preghiera, sull’Eucaristia, sulla testimonianza concreta. Don Francesco non ama i riflettori, ma sceglie la via più antica e più difficile: quella dell’esempio. Vive con sobrietà, ascolta, confessa, accompagna. È sacerdote “senza orari”, pane spezzato per tutti, come lui stesso aveva chiesto da giovane seminarista.
Celebri restano le parole pronunciate dal vescovo mons. Angelo Criscito durante le esequie: «Don Francesco era sacerdote, non faceva il sacerdote». In quella frase è racchiusa tutta la sua vita: una fede incarnata, quotidiana, silenziosa, lontana da ogni protagonismo.
Oggi il suo corpo riposa nella cappella del Movimento Missionario Cenacolisti, ma la sua eredità spirituale continua a camminare. L’Inchiesta diocesana sulla sua vita, virtù e fama di santità, conclusa nel 2024, ha confermato ciò che il popolo aveva sempre saputo: don Francesco è stato un sacerdote santo, secondo il cuore di Cristo.
Nel giorno della sua morte, Torremaggiore non celebra solo una data, ma rinnova una responsabilità: custodire e trasmettere una testimonianza che appartiene alla nostra storia più autentica. Perché alcune vite non passano. Mettono radici. E continuano a dare frutto.



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