Altro che numeri! Vi racconto il "segreto" della Tombola (e perché a Natale era quasi un reato)
Altro che numeri! Vi racconto il "segreto" della Tombola (e perché a Natale era quasi un reato)
C’è poco da fare: quando senti il rumore dei legnetti che saltano nel panariello, è subito Natale. Ma vi siete mai chiesti perché, invece di dire i numeri, urliamo cose strane come “’o scemo”, “’o pazzo” o “’a paura”? Beh, mettetevi comodi, perché la storia che abbiamo rispolverato oggi noi di Torremaggiore in forma è una di quelle che sembrano un film.
Tutto iniziò a Genova (ma i Napoletani fecero di meglio)
La scintilla scatta a Genova nel ‘500. Lì si scommetteva sui nomi dei cinque senatori da eleggere tra novanta candidati. Un gioco serio, politico. Ma quando la notizia di questa "lotteria" arrivò a Napoli nel 1734, Re Carlo III di Borbone pensò subito: “Qui ci facciamo i soldi per lo Stato!”. Voleva renderlo un lotto ufficiale per risanare le casse del Regno.
Peccato che un frate domenicano tostissimo, Padre Gregorio Maria Rocco, gli si parò davanti: “Maestà, questo è peccato! Il gioco è il diavolo, il popolo perde i soldi e non prega più!”.
Il compromesso: Natale "senza numeri"
Dopo una lite furibonda tra corona e chiesa, fecero un patto: il gioco era legale per tutto l'anno, sì, ma durante le feste di Natale doveva sparire. Vietato. Tabù. Il popolo doveva pensare solo al silenzio e alla preghiera. Ma secondo voi i napoletani potevano stare fermi a guardare? Giammai!
La nascita della "lingua segreta" nei portoni
Fu proprio per aggirare questo divieto che nacque la Tombola come la conosciamo. Il gioco si spostò nelle case, nei portoni chiusi, nei vicoli più nascosti. Era diventata una sfida silenziosa tra le famiglie. Ma c’era un problema grosso: le guardie giravano sotto le finestre e se sentivano gridare i numeri delle estrazioni... erano guai seri e multe salatissime! 👮♂️
Ed è qui che scatta il genio popolare. Per non farsi beccare, iniziarono a usare i soprannomi tratti dalla smorfia. Se usciva il 23, mica potevi urlare il numero! Si diceva “’O scemo”, così la guardia fuori, sentendo le risate, pensava: “Vabbè, staranno parlando di qualche vicino un po’ tonto”.
E così via, creando un codice che salvava tutti:
- Il 22 diventava ’o pazzo.
- Il 47 era ’o morto che parla.
- Il 90 era la paura (quella vera di essere scoperti!).
Torremaggioreinforma: Una tradizione di famiglia
Questa è la bellezza delle nostre tradizioni: l’unione delle famiglie che vince su ogni divieto. La Tombola non è solo fortuna, è il ricordo di quando i nostri antenati si riunivano nei portoni per difendere un momento di gioia collettiva.
Oggi, su Torremaggioreinforma, celebriamo questa storia perché crediamo che conoscere le proprie radici sia il modo migliore per dare valore al tempo che passiamo insieme. Buona ultima tombolata a tutti!



Commenti
Posta un commento
Lascia un commento. Sarà cura della Redazione a pubblicarlo in base alle leggi vigenti, che non violino la persona e cose altrui. Grazie.