​Il Giubileo si chiude, la Speranza cammina: il messaggio di Leone XIV

 




​Si è chiuso ufficialmente ieri, nella solennità dell’Epifania, il Giubileo della Speranza. Con il rito solenne della chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV ha posto fine a un anno intenso, segnato dal passaggio di oltre 33 milioni di pellegrini a Roma, ma soprattutto da un invito pressante a cambiare rotta di fronte alle sfide del nostro tempo.

​"Nessun violento dominerà le sue vie"

​L’omelia del Pontefice è risuonata come un monito potente e, al contempo, un atto di fiducia nel futuro. Leone XIV ha parlato a braccio della necessità di non trasformare le nostre chiese e le nostre comunità in "monumenti" del passato, ma in "case" vive. Il suo attacco a un’economia distorta che trae profitto da tutto, persino dalla spiritualità, tocca da vicino anche le nostre realtà locali, dove il confine tra il bene comune e l’interesse privato è spesso terreno di confronto.

​Il Papa ha chiesto con forza: “C’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce?”. Una domanda che non può restare confinata tra le mura vaticane, ma che deve interrogare anche la nostra Torremaggiore.

​Oltre la soglia: cosa resta a Torremaggiore?

​Per 378 giorni, molti concittadini si sono messi in cammino verso Roma o hanno vissuto il Giubileo nelle nostre parrocchie. Ma ora che la Porta Santa è chiusa, cosa rimane?

​Il rischio, come sottolineato dal Papa, è quello di cadere nella malinconia del "non c’è nulla di nuovo sotto il sole". Al contrario, l’articolo del 5 gennaio scorso su questa testata auspicava una "Torremaggiore in forma", non solo estetica ma spirituale e sociale. Essere "in forma" oggi significa raccogliere l’invito di Leone XIV a diventare "generazione dell’aurora":

  • Resistere alle lusinghe del potere: come comunità, saper distinguere ciò che è servizio da ciò che è mero interesse.
  • Accoglienza autentica: trasformare lo sconosciuto in compagno di viaggio, un valore che la nostra terra pugliese ha nel DNA.
  • Audacia e creatività: non aver paura di percorrere vie nuove per risolvere i problemi storici del nostro territorio.

​Verso il futuro

​Il Giubileo 2025 si chiude, ma la sfida della speranza è appena iniziata. Con la Pasqua che quest'anno cadrà il 5 aprile, il calendario liturgico e civile ci chiama a un impegno costante. Torremaggiore può e deve farsi interprete di quel "profumo di vita" auspicato dal Papa, partendo dai piccoli gesti di solidarietà e da una politica che rimetta al centro la persona e non il profitto.

​La Porta Santa è chiusa, ma le porte della nostra comunità devono restare spalancate.

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