La neve del ’79 sotto l’Arco Borrelli: Torremaggiore nel silenzio dipinto da Aurelio Saragnese
A fermare quell’istante è stato Aurelio Saragnese, artista capace di osservare la realtà senza forzarla, restituendola con onestà e profondità. Il dipinto Torremaggiore – Arco Borrelli, 1979, realizzato in olio su tela (45x50 cm), è una testimonianza visiva che parla a chi Torremaggiore l’ha vissuta e a chi, guardandola oggi, la riconosce.
L’Arco, la neve, la luce
Sotto l’Arco Borrelli, la neve ricopre la strada e si deposita sulle architetture antiche del centro storico. I toni caldi dell’ocra dialogano con il bianco compatto del suolo, mentre un raggio di sole filtra tra gli edifici, rompendo il grigio dell’inverno e donando profondità e speranza alla scena.
Sulla sinistra, due donne con cappotti chiari sostano lungo la strada, quasi colte in un momento di attesa o di dialogo sommesso. La loro presenza illumina ulteriormente la composizione, creando un equilibrio delicato tra il candore della neve e la luce che attraversa il borgo. Al centro, una figura avanza lentamente, lasciando le sue tracce sul manto innevato.
Un paese che non si ferma
Il loggiato dell’Arco domina la scena con naturalezza, come ha sempre fatto. Non è protagonista, ma presenza costante, custode silenzioso di passaggi, stagioni e generazioni. Saragnese lo ritrae così: non come monumento isolato, ma come parte viva del tessuto urbano e umano.
In quella strada innevata c’è una Torremaggiore che resiste, che continua a vivere anche quando il tempo si fa difficile. Una Torremaggiore fatta di piccoli gesti, di relazioni semplici, di una quotidianità che non si spezza davanti alle intemperie.
Un’opera custodita, una memoria rispettata
Oggi questo dipinto fa parte di una collezione privata ed è custodito con la riservatezza che meritano le opere cariche di valore storico, artistico e affettivo. Le immagini dell’opera sono nella disponibilità esclusiva di TorreInForma, che le utilizza unicamente per finalità di racconto e valorizzazione culturale.
Per volontà dei proprietari e nel pieno rispetto dell’artista, le immagini non sono riproducibili né cedibili a terzi, né su supporti digitali né cartacei. Una scelta che tutela l’opera e ne preserva il significato.
Custodire ciò che siamo stati
In un’epoca dominata da immagini rapide e consumabili, fermarsi davanti a questo dipinto significa recuperare un altro tempo. Un tempo in cui le stagioni si sentivano davvero, in cui il paese era casa, e la memoria passava di mano in mano.
L’arte di Aurelio Saragnese non documenta soltanto: interpreta e tramanda. Racconta una Torremaggiore autentica, riconoscibile, che vive ancora nei suoi vicoli e nella luce discreta di un raggio di sole invernale.
Perché certe immagini non hanno bisogno di essere moltiplicate.
Hanno bisogno di essere custodite.



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