Omelia di don Leonardo Di Mauro – 6 gennaio, Solennità dell’Epifania 2026
Il Signore è venuto per tutti.
I Magi, che giungono da lontano, rappresentano tutti i popoli e tutti i continenti: in loro è racchiusa l’umanità intera che cerca Dio.
Il cammino dei Magi ci insegna che per incontrare il Signore bisogna mettersi in cammino. Non si resta fermi, non si attende comodamente: la fede è sempre un passo avanti, una strada da percorrere.
Dio non ci lascia senza indicazioni: ci dona dei segni. La stella cometa guida i Magi, ma per vederla è necessario alzare lo sguardo. Chi guarda solo a se stesso non vede lontano. Per Israele, il segno del Salvatore erano stati i profeti.
I Magi erano uomini sapienti. Hanno saputo incrociare due segni: la conoscenza umana e la luce che viene dall’alto. Hanno messo insieme ciò che sapevano con l’apertura del cuore, accettando di mettere in discussione le proprie certezze. Solo così si scopre chi è veramente Dio. Servono mente aperta e cuore disponibile.
La domanda allora diventa personale:
noi ci lasciamo attirare da Dio?
La scena che i Magi trovano è semplice, essenziale, da contemplare. Se il nostro cuore è semplice, come Gesù tra le braccia di Maria, anche nelle tempeste della vita siamo guidati da Lui. La fiducia in Dio è una forza che genera vita.
Alla fine, però, tutto si riduce a una scelta.
Possiamo essere come Erode, che diventa la tomba dell’amore e genera solo morte e violenza.
Oppure possiamo essere come i Magi, che diventano culla di Dio e dell’amore, lasciandosi attirare dalla luce di Dio e cambiando strada dopo averlo incontrato.



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