​Perché a Natale si regala il cesto? L'antica tradizione romana della "Sportula" ​



​Con la conclusione delle festività natalizie, è tempo di bilanci e di riflessioni sulle tradizioni che rendono unico questo periodo. Tra i regali più apprezzati spicca senza dubbio il cesto gastronomico. Ma sapevate che questa usanza non è un’invenzione moderna, bensì una tradizione nata nell’Antica Roma?

​Le radici storiche: la "Sportula"

​Come viene spesso evidenziato nelle ricerche storiche (e raccontato in interessanti video di approfondimento come quelli di Storia di Campania), il gesto di regalare cibo in un contenitore affonda le radici nella Sportula.

​Nell'antica Roma, la sportula era una cesta intrecciata di vimini o di sparto. Il nome deriva proprio dal contenitore usato per trasportare il cibo. Questa cesta era il simbolo della salutatio matutina: ogni mattina, i "clienti" (cittadini di ceto sociale inferiore) rendevano omaggio al loro "patrono" (un nobile o un ricco influente) presso la sua abitazione. In cambio di questa fedeltà, il patrono offriva loro la sportula, che conteneva generi alimentari (olive, fichi, grano) o una piccola somma di denaro.

​Dai Saturnalia alle Strenne

​Il legame con il Natale moderno si fa ancora più stretto durante i Saturnalia, le festività romane in onore di Saturno che si tenevano a metà dicembre. In questo periodo di festa e di sospensione delle classi sociali, ci si scambiavano le cosiddette strenne (dal nome della dea Strenua, portatrice di fortuna e prosperità).

​Le sportule diventavano allora dei veri e propri doni augurali colmi di prelibatezze: fichi secchi, miele, datteri e rami di alloro. Era un modo per augurare abbondanza e benessere per l’anno a venire, esattamente come facciamo oggi regalando prodotti d'eccellenza.

​Il Cesto a Torremaggiore: Tradizione e Identità

​Questa usanza millenaria ha trovato nel Mezzogiorno d'Italia un terreno fertilissimo. A Torremaggiore, il cesto natalizio non è solo un omaggio, ma una vetrina della nostra terra. Riempire un cesto con l'olio extravergine di Peranzana, i sottoli, i vini locali e i dolci della nostra tradizione significa portare avanti quel rito romano di condivisione e gratitudine, valorizzando al contempo il lavoro dei nostri produttori.

​La prossima volta che scarterete un cesto, ricordate che state stringendo tra le mani un pezzo di storia lungo duemila anni.

​Resta aggiornato su Torremaggiore in forma

​Se ti è piaciuto questo viaggio tra storia e territorio, continua a seguirci per non perdere i prossimi approfondimenti su cultura, tradizioni e benessere locale.

​Visita il nostro sito ufficiale:

👉 torremaggioreinforma.blogspot.com

Commenti