TorreInforma rende omaggio alla cucina italiana: il Pancotto di Torremaggiore, memoria viva della nostra terra


 

La cucina tradizionale ha il dono raro di raccontare una storia senza bisogno di parole: parla attraverso i profumi, i gesti antichi, le ricette tramandate sottovoce, da una generazione all’altra. È memoria viva, è identità condivisa, è casa.
A Torremaggiore, tra i piatti che meglio custodiscono questo patrimonio di sapienza contadina, spicca il Pancotto, ricetta umile e autentica, capace di racchiudere in sé il senso profondo della nostra terra.

Le radici di un piatto senza tempo

Il Pancotto torremaggiorese nasce dalla cucina povera, quella delle nonne e delle famiglie contadine, dove nulla andava sprecato e ogni ingrediente aveva un valore. Pane raffermo, verdure di campo, patate, pomodori e olio buono erano sufficienti per portare in tavola un piatto nutriente, sincero, carico di significato.

Una cucina che seguiva il ritmo delle stagioni, rispettava la natura e trasformava la semplicità in gusto. È in questo contesto che il Pancotto affonda le sue radici, diventando nel tempo simbolo di quotidianità e di condivisione.

Gli ingredienti della tradizione

Pochi elementi, ma essenziali, come vuole la vera cucina di una volta:

  • cicoria di campo o erbe spontanee

  • patate

  • pomodorini

  • pane raffermo

  • olio extravergine d’oliva (meglio se Peranzana)

  • aglio

  • peperoncino (facoltativo)

  • sale

Un gesto semplice che diventa rito

La preparazione del Pancotto è quasi un rito domestico. Le patate e la cicoria vengono lessate, poi ripassate in padella con aglio e olio. I pomodorini aggiungono colore e dolcezza, mentre il pane raffermo, spezzato a mano, assorbe i sapori e dà consistenza al piatto.

È una cucina fatta di attesa, di tempi lenti, di gesti ripetuti con naturalezza. Gli stessi che ancora oggi riconosciamo come familiari.

Un piatto che unisce

Il Pancotto non è solo una ricetta: è convivialità. È il piatto delle domeniche in famiglia, delle tavole allargate, delle cucine calde anche d’inverno. Oggi viene riscoperto da ristoratori e appassionati, talvolta reinterpretato, ma sempre rispettato nella sua essenza.

Un riconoscimento che parla anche di noi

Non è un caso che, proprio in questo solco di memoria e tradizione, la cucina italiana sia stata ufficialmente riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.
Il riconoscimento, ottenuto all’unanimità dal Comitato Intergovernativo a New Delhi il 10 dicembre 2025, celebra non solo i piatti, ma l’intera pratica culturale del cucinare e dello stare insieme: i rituali familiari, la trasmissione dei saperi, il rispetto per i prodotti locali e la biodiversità.

Un traguardo storico, frutto di un dossier promosso dal Governo italiano e sostenuto anche dall’Accademia Italiana della Cucina, che consacra l’Italia come custode di un patrimonio fatto di identità, memoria e cura.

Perché il Pancotto è speciale

Il Pancotto di Torremaggiore è speciale perché incarna tutto questo:
la semplicità che diventa valore, il rispetto per ciò che si ha, la capacità di trasformare il poco in qualcosa di buono e condiviso. È una lezione di vita prima ancora che una ricetta.

Il consiglio della nonna

Come ogni piatto della tradizione, anche il Pancotto ha il suo segreto: tostare leggermente il pane raffermo in forno con un filo d’olio prima di aggiungerlo in padella. E, immancabile, un giro d’olio crudo a fine cottura, per esaltare il gusto autentico.

TorreInforma e la cucina della memoria

A partire dall' 8 gennaio 2026, TorreInforma renderà omaggio alla cucina italiana ogni mese, scegliendo un piatto semplice della nostra terra. Un modo per custodire e raccontare, passo dopo passo, quel patrimonio che oggi il mondo intero ci riconosce.

Perché la tradizione, quando è viva, non appartiene al passato: continua a camminare sulle nostre tavole.


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