L’Essenziale: a teatro il dolore universale degli esodi, tra memoria e attualità
Si è tenuto questa mattina, nell'ambito della Stagione di Prosa cittadina, il matinee dedicato alle scuole di Torremaggiore per lo spettacolo “L’ESSENZIALE – Storie di Abbandoni e ricordi”. Una produzione firmata SPAZIO OFF con l’intensa interpretazione di Paola Marino, che ha saputo catalizzare l’attenzione dei giovani studenti su uno dei temi più laceranti della condizione umana: l’esodo forzato.
La trama: Enza e il peso del nulla
Al centro della narrazione c'è Enza, una dodicenne che nel 1943 vede il proprio mondo sgretolarsi sotto i colpi della guerra. La sua città distrutta, la fuga improvvisa, una "Nakba" personale che la costringe a scegliere, in pochi istanti, cosa salvare.
Alla fine, resta solo l’essenziale: un vestito addosso e le scarpe ai piedi. Questi oggetti, nella loro estrema semplicità, diventano simboli potentissimi di una sopravvivenza ridotta all’osso, l’ultimo legame tra una vita che non esiste più e un futuro incerto.
Un ponte tra il 1943 e il 2025
La forza dello spettacolo risiede nella sua capacità di annullare le distanze temporali. La storia di Enza non resta confinata nei libri di storia, ma si intreccia drammaticamente con gli esodi contemporanei del 2025. Dall’Ucraina alla Palestina, le immagini di oggi specchiano quelle di ieri, confermando una ciclicità della guerra che non accenna a spezzarsi.
“La storia non si ripete, ma continua: la perdita, lo sradicamento e il cammino disperato sono il filo rosso che unisce milioni di profughi di ogni epoca.”
L'impegno dell'Amministrazione
L’iniziativa, sostenuta con forza dall’Assessorato alla Cultura guidato da Ilenia Coppola e dal Sindaco di Torremaggiore Emilio Di Pumpo, punta a formare la coscienza critica delle nuove generazioni. Portare gli studenti a teatro per riflettere sulla resistenza umana e sulla solidarietà non è solo un atto culturale, ma un dovere civile.
“L’ESSENZIALE” non è stato solo uno spettacolo, ma una testimonianza necessaria. Un invito a non voltare lo sguardo e a comprendere che, spogliati di tutto, ciò che ci rende umani è la capacità di ricordare e di resistere.



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