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San Michele Arcangelo, protettore della Polizia di Stato: il grazie di Torreinforma che vale più di mille parole

  Certe date non sono mai soltanto un numero cerchiato sul calendario. Portano con sé un peso specifico, fatto di simboli, di tradizioni che resistono al tempo e di quel filo invisibile che lega le istituzioni alla vita di tutti i giorni. Oggi è il 29 settembre . E per chi guarda alle cose con attenzione, è il giorno in cui si incrociano la devozione e la realtà tangibile del Paese. Si festeggia San Michele Arcangelo , il santo protettore della Polizia di Stato . Un custode celeste che, nell'immaginario collettivo e nella storia della sicurezza italiana, non è una semplice figura astratta, ma il riflesso di chi ogni mattina indossa una divisa e sceglie di mettersi al servizio degli altri. Da Torreinforma , in questo 29 settembre, arriva un pensiero che va oltre la mera formalità istituzionale. È un grazie. Uno di quelli sinceri, profondi, che non hanno bisogno di retorica sbiadita per farsi sentire. Pensiamoci bene. Spesso ci dimentichiamo di cosa significhi, concretamente, la ...

Mercoledì delle Ceneri – 18 febbraio 2026



Quando la cenere ci ricorda chi siamo

C’è un giorno, nel cuore dell’inverno, in cui la Chiesa abbassa il tono della voce e invita tutti a rientrare in se stessi. È il Mercoledì delle Ceneri, quest’anno il 18 febbraio 2026: porta d’ingresso della Quaresima, tempo antico e sempre nuovo, che prepara alla Pasqua del Signore.

Non è una festa rumorosa. Non ha fuochi d’artificio né processioni solenni. Ha un gesto semplice, quasi povero: un pizzico di cenere sul capo. Eppure, dentro quel gesto, c’è una verità che attraversa i secoli.

Un rito che viene da lontano

Il Mercoledì delle Ceneri apre il cammino dei quaranta giorni che conducono alla Pasqua. Il numero quaranta richiama il tempo del deserto, i giorni del diluvio, il cammino del popolo d’Israele e i quaranta giorni vissuti da Gesù Cristo nel deserto prima dell’inizio della sua missione pubblica.

Fin dai primi secoli, la Chiesa ha indicato nella penitenza, nel digiuno e nella preghiera gli strumenti per rimettere ordine nella propria vita. In epoca medievale, i penitenti pubblici ricevevano la cenere come segno di conversione; col tempo il gesto si è esteso a tutti i fedeli, diventando un segno universale di umiltà e ritorno a Dio.

La liturgia: un invito chiaro e diretto

Durante la celebrazione, il sacerdote impone le ceneri sul capo pronunciando una delle due formule:

  • «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai»

  • «Convertitevi e credete al Vangelo»

Sono parole che non lasciano spazio a equivoci. Ricordano la fragilità dell’uomo, ma soprattutto la possibilità di ricominciare.

Le ceneri utilizzate provengono dalla combustione dei rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente: un segno che collega idealmente la gloria dell’ingresso a Gerusalemme con il cammino della Passione.

Il colore liturgico è il viola, segno di penitenza e attesa. Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni, secondo la disciplina della Chiesa.

Curiosità che forse non tutti sanno

  • In alcune epoche, le ceneri venivano sparse direttamente sul capo, non tracciate in forma di croce sulla fronte come avviene oggi in molte comunità.

  • Non è un giorno di precetto, ma la partecipazione dei fedeli è sempre molto alta: segno che questo richiamo alla conversione tocca il cuore.

  • La Quaresima non è un tempo triste: è un tempo serio. Nella tradizione più autentica, è un periodo di sobrietà, silenzio e riscoperta dell’essenziale.

A Torremaggiore, un cammino che si rinnova

Anche nelle nostre parrocchie, il Mercoledì delle Ceneri segna l’inizio di un itinerario fatto di Via Crucis, momenti di adorazione e gesti concreti di carità. È il tempo in cui le famiglie tornano a riunirsi attorno alla preghiera, in cui si riscoprono tradizioni semplici ma profonde, tramandate dai nonni e custodite con rispetto.

La cenere non sporca: illumina. Non umilia: educa. Non chiude: apre un cammino.

E in un tempo in cui tutto corre e tutto passa, fermarsi un momento per ricordare che siamo fragili, ma amati, è forse l’atto più rivoluzionario che possiamo compiere.

La Quaresima inizia così: in silenzio, con un segno piccolo. Ma da quel segno può nascere una Pasqua grande.

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