Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 Lo spirito che resta: da Milano-Cortina a Torremaggiore, la fiamma che non si spegne




Il braciere si è spento, è vero. Ma certe fiamme non hanno bisogno di fuoco per continuare a bruciare.

Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 ci hanno consegnato qualcosa che va oltre il medagliere. Hanno rimesso al centro parole antiche, che sembravano scolorite dal tempo: sacrificio, disciplina, appartenenza. Parole che sanno di casa, di famiglia, di comunità.

E in quell’immagine iniziale – la consegna del Tricolore al Sergio Mattarella e lo sguardo fiero del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – c’era già tutto.

Mattarella, con la compostezza che lo contraddistingue, ha incarnato la continuità della nostra storia repubblicana: sobrietà, senso dello Stato, amore silenzioso per l’Italia. Meloni ha portato la determinazione di chi sa che lo sport non è solo spettacolo, ma identità nazionale, orgoglio condiviso, futuro costruito con fatica.

Non è stata una semplice presenza istituzionale. È stato un riconoscimento reciproco: le istituzioni che credono negli atleti, e gli atleti che corrono per una Nazione intera.

Dalle montagne alle nostre strade

Ora la domanda è semplice: cosa resta a noi, qui, a Torremaggiore?

Resta una lezione concreta.

Lo spirito olimpico non è un evento ogni quattro anni. È uno stile quotidiano.

È alzarsi presto anche quando la voglia manca.

È rispettare le regole, nello sport come nella vita.

È stringere la mano all’avversario.

È lavorare in silenzio, senza cercare applausi immediati.

Stare “in forma”, come diciamo nel nostro blog, significa questo: allenare il carattere prima ancora del fisico. Significa custodire la dignità nella vittoria e nella sconfitta. Significa sentirsi parte di una comunità che non improvvisa, ma costruisce.

Le Olimpiadi ci hanno ricordato che l’Italia migliore esiste davvero. È quella che non si lamenta, che non divide, che non cede alla superficialità. È quella che si riconosce in un Tricolore alzato con rispetto.

E allora sì: missione compiuta.

Ma adesso tocca a noi.


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