Padre Gabriele da Mentone Nel 255° anniversario della sua morte (1771–2026) Il Venerabile frate che Torremaggiore non deve dimenticare


 

Il 10 febbraio è una data che parla al cuore della storia spirituale di Torremaggiore. In questo giorno, nel 1771, si spegneva Padre Gabriele da Mentone, frate cappuccino venerato dal popolo e figura profondamente legata alle radici religiose della nostra comunità. A distanza di secoli, il suo ricordo merita di essere custodito e tramandato, affinché non venga inghiottito dal silenzio del tempo.

Una vita donata a Torremaggiore

Padre Gabriele nacque il 26 marzo 1698 a Mentone, sulla Costa Azzurra. Dopo il suo ingresso nell’Ordine dei Frati Cappuccini, il suo cammino lo condusse a Torremaggiore, dove dal 1731 fino alla morte, per ben quarant’anni, visse e operò presso il Convento dei Cappuccini, oggi sede dell’ex Presidio Ospedaliero San Giacomo e della Chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Qui svolse un intenso ministero fatto di preghiera, ascolto, direzione spirituale e carità concreta, diventando un punto di riferimento per il popolo. La sua presenza discreta ma costante fu per molti fonte di consolazione e guida morale, in un tempo in cui la fede era vissuta come sostegno quotidiano alla vita.

La morte e la venerazione popolare

Padre Gabriele morì il 10 febbraio 1771, all’età di 73 anni. Alla notizia della sua scomparsa, la comunità reagì con una partecipazione straordinaria: la sua salma fu esposta per nove giorni nella Cappella di Sant’Antonio, sorvegliata da quattro soldati per ordine del Duca di Torremaggiore, a causa del continuo afflusso di fedeli.

La chiesa divenne meta di pellegrinaggio non solo per i torremaggioresi, ma anche per i fedeli dei paesi vicini. Colpì profondamente il fatto che, durante l’esposizione, il corpo non mostrò segni di decomposizione, evento che alimentò la fama di santità del frate. Per questo motivo, la salma venne poi collocata in una cassa di abete, sigillata con ventiquattro timbri episcopali, a garanzia dell’autenticità e della straordinarietà dell’accaduto.

Una devozione che attraversa i secoli

Per lungo tempo, numerosi pellegrini diretti al Santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano fecero tappa a Torremaggiore per pregare sulla tomba di Padre Gabriele e affidarsi alla sua intercessione. La devozione popolare trovò riscontro anche in ambito ecclesiastico: fu infatti avviato un Processo Extragiudiziale per raccogliere testimonianze sulla sua vita e sui presunti miracoli.

Tra i testimoni figuravano:

  • due arcipreti,

  • quindici canonici,

  • cinque frati carmelitani,

  • trentasette professionisti tra medici, notai ed educatori.

Tutti concordarono nel riconoscere in Padre Gabriele un uomo di profonda umanità, fede autentica e carità instancabile.

Una memoria da custodire

Oggi, le spoglie di Padre Gabriele da Mentone riposano nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli, presso l’altare maggiore. Nella sagrestia è ancora conservato un apparato ligneo con la sua immagine, segno tangibile di una devozione che non dovrebbe spegnersi.

Eppure, come spesso accade, il rischio dell’oblio è reale. Anche figure che hanno segnato profondamente la storia di Torremaggiore possono essere dimenticate se non custodite dalla memoria collettiva.

Un invito alla comunità

Nel giorno dell’anniversario della sua morte, TorreInforma rinnova un invito semplice ma necessario: non dimenticare. Ricordare Padre Gabriele da Mentone significa riconoscere il valore delle nostre radici, riscoprire una fede vissuta nel silenzio e nel servizio, e restituire dignità a una pagina importante della nostra storia.

Custodire la sua memoria non è solo un atto di devozione, ma un gesto di responsabilità verso il passato e verso le generazioni future, affinché Torremaggiore continui a riconoscersi nella propria identità più autentica.

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