Perché a San Biagio si mangia il Panettone? Il segreto dietro l'ultimo morso di Natale
Ammettiamolo: chi di noi, vedendo un panettone ancora in dispensa a fine gennaio, non ha provato un briciolo di nostalgia? Ma c'è un motivo preciso, una tradizione quasi magica, per cui quel dolce non va toccato fino al 3 febbraio. Se vi state chiedendo perché a San Biagio si mangia il panettone, la risposta è in una storia che unisce la cura per la salute a una leggenda che sembra uscita da un libro di fiabe.
La protezione in un pezzetto di pane
Tutto inizia con un gesto di soccorso. San Biagio, medico e uomo di fede, è passato alla storia per aver salvato un bambino che stava soffocando a causa di una lisca di pesce. Non usò medicine complicate, ma solo una mollica di pane. Da quel momento, il pane è diventato il simbolo della protezione per la gola, lo scudo contro i malanni che in questo periodo dell’anno non ci danno tregua.
Ma allora, com'è che dal pane siamo finiti a mangiare il dolce tipico del Natale?
Il "miracolo" della gola e la fetta dimenticata
La spiegazione sta in un racconto popolare che sa di tempi antichi. Si narra di una donna che portò un panettone a un frate per farlo benedire. Il frate, però, era un po’ troppo goloso e, convinto che la donna se ne fosse dimenticata, iniziò a mangiarlo di nascosto, pezzetto dopo pezzetto, finché nel sacchetto non rimase solo l’incarto vuoto.
Proprio il 3 febbraio, la donna tornò a riprenderlo. Il povero frate, già pronto a scusarsi, aprì il sacchetto e... sorpresa! Al posto delle briciole c'era un panettone intero, ancora più grande e soffice del primo. Da allora, per onorare questo "lieto fine" e per proteggere la gola, è nata la tradizione di mangiare l'ultimo panettone delle feste proprio nel giorno dedicato al Santo.
Un gesto che unisce Torremaggiore
A Torremaggiore, questo rito diventa un momento di autentica tenerezza familiare. Non è solo un modo per finire i dolci avanzati; è un atto di premura verso chi amiamo. Quando offriamo un pezzetto di panettone ai nostri figli o ai nostri nonni, stiamo dicendo loro: "Abbi cura di te, ti auguro salute e respiro".
È l’ultima scintilla del Natale che si allunga fino a febbraio per darci la forza di superare l’inverno.
Restare "In Forma" con il cuore
Torremaggiore in forma crede che il benessere passi anche da queste piccole perle della nostra cultura. Sapere il "perché" delle cose ci rende più consapevoli e legati alle nostre radici.
Quest'anno, il 3 febbraio, non mangiate quel panettone in fretta. Gustatelo, pensate alla protezione di San Biagio e sorridete: la primavera non è poi così lontana, e noi ci arriviamo protetti dalla nostra storia e da un pizzico di dolcezza.



Commenti
Posta un commento
Lascia un commento. Sarà cura della Redazione a pubblicarlo in base alle leggi vigenti, che non violino la persona e cose altrui. Grazie.