Sipario sui Giochi di Milano-Cortina 2026: l’Italia saluta le Olimpiadi Invernali
Si sono chiusi ieri 22 febbraio 2026, i Giochi Olimpici Invernali di Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Si spengono i riflettori, si abbassano le bandiere, resta l’emozione di un Paese che ha saputo mostrarsi per ciò che è: concreto, accogliente, capace di lavorare in silenzio.
La cerimonia di chiusura è stata un racconto di identità. Atleti mescolati senza più divisioni, sorrisi stanchi ma veri, il passaggio della bandiera olimpica alla prossima città ospitante. Un momento solenne, scandito dalla consapevolezza di aver scritto una pagina importante.
Nel suo intervento, il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, ha parlato con orgoglio e gratitudine. Ha ricordato gli anni di preparazione, il lavoro delle istituzioni, dei volontari, delle comunità locali. «Abbiamo dimostrato che l’Italia sa fare squadra», ha sottolineato, richiamando il valore della collaborazione e della responsabilità condivisa.
Parole di apprezzamento sono giunte anche dal Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, che ha lodato l’organizzazione, l’efficienza e lo spirito con cui il Paese ha affrontato la sfida olimpica. Un riconoscimento che pesa e che consegna a queste Olimpiadi un significato che va oltre le medaglie.
La cerimonia ha intrecciato musica, immagini delle montagne e simboli della cultura italiana. Nessuna ostentazione, ma un racconto fatto di radici, di comunità, di sport inteso come scuola di sacrificio e lealtà.
Si spegne il braciere olimpico, ma resta una certezza: lo sport continua nei gesti quotidiani, nelle palestre di provincia, nei campi dove i ragazzi imparano il rispetto prima ancora della vittoria.
Milano-Cortina 2026 si chiude così: con gratitudine e con la consapevolezza che quando si resta fedeli alla propria identità, i risultati arrivano.



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