Torremaggiore in Forma: Speciale Domenica di Carnevale
Il trionfo delle Chiacchiere: storia, varianti e i segreti della nonna
La domenica di Carnevale a Torremaggiore ha un profumo inconfondibile: quello dell’olio caldo e dello zucchero a velo che vola nell'aria. Se "restare in forma" significa nutrire anche lo spirito e mantenere vive le tradizioni, allora oggi facciamo uno strappo alla regola con il dolce più iconico d'Italia.
Una storia che viene da lontano
Le chiacchiere non sono un’invenzione moderna. Le loro radici affondano nell'Antica Roma, dove venivano preparati i "frictilia": dolci a base di uova e farina, fritti nel grasso di maiale e preparati in grandi quantità per celebrare i Saturnali (l'equivalente del nostro Carnevale). Erano economici, veloci da fare e perfetti per sfamare la folla in festa.
Si dice che il nome "Chiacchiere" sia nato proprio a Napoli, alla corte della Regina Margherita di Savoia. Pare che la Regina stesse chiacchierando a lungo con i suoi ospiti e, venendole fame, chiese al cuoco di corte di preparare un dolce veloce per allietare la conversazione. Lui creò queste strisce di pasta fritta e le chiamò, appunto, "Chiacchiere".
Un dolce, mille nomi
È affascinante come lo stesso impasto cambi identità spostandosi di pochi chilometri lungo la penisola:
- Chiacchiere (Puglia, Campania, Sicilia e Lombardia): A Napoli e dintorni è d'obbligo accompagnarle al Sanguinaccio (crema al cioccolato).
- Frappe (Roma e Lazio)
- Bugie (Piemonte e Liguria)
- Cenci (Toscana)
- Galani (Veneto)
- Sfrappole (Emilia Romagna)
La Ricetta Tradizionale
Ingredienti:
- 500g di Farina 00
- 3 Uova medie
- 70g di Zucchero
- 50g di Burro morbido
- Un pizzico di sale
- La scorza grattugiata di un limone (o un'arancia)
- 30ml di liquore (Anice, Grappa o Vino Bianco – fondamentale per le bolle!)
- Olio di semi di arachidi per friggere
- Zucchero a velo per decorare
Procedimento:
- L’impasto: Su una spianatoia, crea la classica fontana con la farina. Aggiungi uova, zucchero, burro, aromi e il liquore. Lavora energicamente finché il panetto non è liscio.
- Il riposo: Avvolgi l’impasto nella pellicola e lascialo riposare per almeno 30 minuti. Questo passaggio serve a rendere la pasta elastica.
- La sfoglia: Stendi la pasta col mattarello (o la macchina) fino a renderla sottilissima, quasi trasparente.
- Il taglio: Con una rotella dentellata, ricava dei rettangoli e fai uno o due tagli centrali per non farle gonfiare eccessivamente in modo disordinato.
- La frittura: Immergile in olio ben caldo (170–180°C). Pochi secondi per lato: devono dorarsi istantaneamente.
- Il tocco finale: Scolale su carta assorbente e, una volta fredde, abbonda con lo zucchero a velo.
👵 Il Consiglio della Nonna
"Vuoi sapere il segreto per non farle risultare unte? Aggiungi un goccio di liquore forte nell'impasto: l'alcool evaporando in cottura crea una barriera che impedisce all'olio di penetrare. E ricorda: l'olio deve essere abbondante, le chiacchiere devono 'nuotare' felici, non toccare il fondo della padella!"




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