Domenica delle Palme alla Parrocchia Gesù Divino Lavoratore: l’omelia di don Leonardo Di Mauro tra folla e scelta
C’è un momento, nella Settimana Santa, in cui tutto sembra stringersi attorno a una domanda essenziale. Non è una domanda nuova, ma è sempre attuale. Risuona tra le parole dell’omelia di don Leonardo Di Mauro e attraversa il cuore dei fedeli come un filo sottile ma deciso: da che parte stiamo?
“Nella memoria della tua passione noi ti preghiamo, uomo della croce”. È un’invocazione che apre alla contemplazione di un mistero fatto di contrasti. Due immagini si sovrappongono: il cuore dell’uomo e il volto di Dio. In mezzo, Gesù.
Un re diverso. Non il re che impone, ma il re che si consegna. Entra tra gli osanna, accolto come profeta, quasi trascinato dall’entusiasmo di una folla che sembra riconoscerlo. Ma è un attimo. Il tempo di un’emozione che non diventa scelta. Quella stessa folla, poco dopo, cambia voce, cambia volto: da “Osanna” a “Crocifiggilo”.
È il dramma della superficialità, sottolinea don Leonardo. Una fede che non mette radici, che non resiste alla prova, che si lascia guidare dall’onda del momento. Non hanno amato davvero. Hanno seguito, ma non scelto.
E allora la scena si fa ancora più netta: Gesù o Barabba. La mitezza o la violenza. Il dono o la forza. La folla sceglie la strada più immediata, più rumorosa, più apparente.
Ma il Vangelo non è racconto distante. È specchio. E l’omelia diventa domanda personale: davanti alla vita, chi scegliamo? Reagiamo con violenza o impariamo a donarci come Cristo? Quale logica guida le nostre decisioni?
C’è poi il silenzio inquietante di Pilato. Si lava le mani, si sottrae, non decide davvero. È l’immagine di chi rinuncia alla responsabilità.
Eppure, mentre tutto sembra cedere, resta una certezza: Gesù ama sul serio. Non si tira indietro, non cambia strada, non si difende. Ama fino in fondo.
L’omelia si chiude come una preghiera, semplice e disarmante: “Signore, aiutami a restare con te”.
In quella richiesta c’è tutto. La fatica, il desiderio, la consapevolezza di una scelta che ogni giorno si rinnova. Perché la Domenica delle Palme non è solo memoria: è una strada che continua, e attende, ancora, il passo libero dell’uomo.










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