Fede e Memoria a Torremaggiore: Il Triduo alla Madonna Addolorata
Nel cuore pulsante di Torremaggiore, tra le mura antiche della Chiesa del Carmine, il tempo sembra rallentare per fare spazio alla devozione. Con l’arrivo della primavera, la comunità si prepara a vivere uno dei momenti più sentiti e carichi di spiritualità dell’anno: il Triduo alla Madonna Addolorata, in programma dal 24 al 27 marzo 2026.
Organizzato dalla secolare Confraternita della Morte e Orazione, l'evento non è solo una funzione religiosa, ma un vero e proprio rito collettivo che unisce generazioni diverse nel segno della contemplazione dei "Sette Dolori" di Maria.
Un Cammino di Preghiera
Il programma si snoda attraverso giornate scandite da un ritmo antico. Dal 24 al 26 marzo, la chiesa aprirà le sue porte già alle prime luci dell’alba:
- Ore 7:45: L'inizio con il Rosario.
- Ore 8:15 - 8:30: Le Lodi e la Santa Messa mattutina.
- Ore 18:00: La suggestiva Corona dei sette dolori.
- Ore 18:30: La Santa Messa serale arricchita dalla predicazione.
Il Clou delle Celebrazioni: Il 27 Marzo
Il momento culminante sarà venerdì 27 marzo, dedicato alla Commemorazione dei dolori di Maria. In questa giornata, la preghiera si fa ancora più intensa. Oltre agli appuntamenti consueti, la comunità si ritroverà per la Via MATRIS, un percorso meditativo che segue i passi della Vergine nel suo dolore, sia dopo la messa del mattino che in quella solenne delle 18:30.
Una Comunità Unita
A guidare questo percorso spirituale sono figure di riferimento per la cittadinanza: il Rettore Don Antonio Soccio, il Priore Cav. Michele Barrea e il Padre Spirituale Don Teo Pensato. La loro presenza sottolinea l’importanza di mantenere vive le radici storiche e religiose della città, offrendo ai fedeli un’occasione di riflessione profonda in vista della Pasqua.
Per chiunque si trovi a passare per Torremaggiore in questi giorni, l'invito è quello di varcare la soglia della Chiesa del Carmine: non solo per assistere a una funzione, ma per immergersi in un’atmosfera di silenzio e bellezza che appartiene all'anima più autentica della Puglia.



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