Il cuore oltre il pregiudizio: la sfida di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto
C’è un termine che, nelle ultime settimane, è rimbalzato con insistenza tra le colonne delle testate giornalistiche e i commenti dei salotti sportivi: “inesperienza”. Un’etichetta comoda, quasi un paravento per chi osserva il calcio solo attraverso fredde statistiche e non ne respira la polvere e l’anima. Ma la realtà che viviamo ogni giorno tra le strade della nostra terra e sui gradoni dello stadio racconta una storia profondamente diversa.
Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto non sono solo i vertici di una società calcistica; sono, prima di tutto, imprenditori del territorio. Uomini abituati a guardare negli occhi la gente, ad ascoltare il battito della città e, soprattutto, a fare della parola data un vincolo sacro. In un mondo dove le promesse spesso svaniscono al primo soffio di vento, la loro coerenza rimane un punto fermo.
La "colpa" della passione
Se proprio dobbiamo cercare una responsabilità in questo percorso, chiamiamola col suo nome: fretta. Quella maledetta, bellissima urgenza di chi ama i colori rossoneri. Avrebbero potuto attendere tempi più miti, restare a guardare lo scorrere degli eventi dalla riva del fiume. Ma chi conosce Casillo e De Vitto sa che l’immobilismo non fa parte del loro DNA. Si sono gettati nella mischia spinti da una passione viscerale, dedicando anima e corpo a un progetto condiviso con le istituzioni e l’imprenditoria locale.
Una battaglia che dipende da noi
La negatività che aleggia in certi ambienti non appartiene a questa gestione. Il destino del Foggia è ancora nelle mani di chi scende in campo e di chi lavora dietro le quinte. L'obiettivo è fissato e la promessa è chiara: si combatterà fino all'ultimo secondo.
"Non si molla di un centimetro" non è solo uno slogan, ma un patto d’onore rinnovato con la piazza.
Il ruggito dei 5500
Il frame più bello della partita di domenica resta però quello degli spalti. Vedere 5500 spettatori gremire lo stadio è la risposta più potente a ogni critica. Un calore immenso che Gennaro Casillo ha voluto sottolineare con gratitudine: "Semplicemente grandi". È da quella spinta, da quell'abbraccio collettivo, che la società trae la forza per zittire lo scetticismo e puntare dritto alla meta.
Il commento di Torre in forma
Come redazione di Torre in forma, sentiamo il dovere di aggiungere una riflessione. Troppo spesso è facile puntare il dito quando i risultati tardano ad arrivare, dimenticando il punto di partenza. Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto hanno ereditato una situazione societaria disastrata, un cumulo di macerie che avrebbe scoraggiato chiunque. Eppure, hanno avuto il coraggio di metterci la faccia e le risorse, assumendosi oneri che non appartenevano a loro. Se oggi esiste ancora una speranza e una realtà da difendere, lo si deve esclusivamente alla loro audacia e al loro amore per questo territorio. A loro va il nostro plauso per non aver fatto un passo indietro nel momento più buio.



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