Il battito del coraggio tra le nuvole del Gargano: l'ANSI ricorda Ernesto Cabruna
C’è un filo invisibile che unisce il blu profondo del cielo sopra Jacotenente al passato glorioso di chi quel cielo lo ha conquistato con il cuore, prima ancora che con i motori. Ed è proprio lungo questo filo che l’ANSI di San Giovanni Rotondo ha voluto tessere una giornata che sa di memoria, di rispetto e di quella fratellanza che solo chi ha indossato un’uniforme può capire fino in fondo.
Presso il Distaccamento Aeronautico di Jacotenente, nel cuore verde del Gargano, si è tenuto un incontro che non è stato solo una conferenza, ma un vero e proprio atto d’amore verso la nostra storia. Protagonista, un uomo che chiamavano l’"Asso": **Ernesto Cabruna**.
Un eroe tra due mondi
Immaginate i biplani della Grande Guerra: fragili strutture di tela e legno che sfidavano le correnti e il fuoco nemico. Sopra quei velivoli c’era un uomo speciale, un Carabiniere che aveva scelto di diventare "l'occhio e l'artiglio" dell'aria. Ernesto Cabruna non era solo un pilota; era l’incarnazione di una doppia fedeltà, un ufficiale capace di portare l’etica dei Carabinieri Reali tra le nuvole.
A raccontarne le gesta, con la passione di chi sa che i nomi non devono diventare polvere, è stato lo storico **Luigi Iacomino**. Le sue parole hanno riportato in vita il coraggio di Cabruna, ricordando il suo legame con la nostra Capitanata e con quel 13° Gruppo Volo che ha fatto del sacrificio il proprio vessillo. Sentire parlare della sua Medaglia d’Oro al Valor Militare in un luogo come Jacotenente ha reso tutto più vero, quasi tangibile.
Il calore della divisa, il valore dell'esempio
Ma la bellezza di questa iniziativa, fortemente voluta dal Dott. Michele Longo (Presidente ANSI San Giovanni Rotondo) e sostenuta con dedizione da **Giuseppe Il Grande**, sta nel volto delle persone che c’erano. C’era il Comandante del Distaccamento, il **Ten. Col. Valerio Firrera**, che ha parlato ai presenti come un padre parla ai figli, ricordando che le Associazioni d’Arma sono le radici sane su cui deve crescere il futuro dei nostri giovani.
Non erano solo sigle — ANSI, AAA, ANC — erano uomini e donne arrivati da Foggia, San Severo e dai comuni garganici per stringersi la mano. Come ha sottolineato il **Col. Michele Bettuelli**, questi momenti sono "focolari" di cultura e fraternità
Perché ricordare?
Mentre le delegazioni si scambiavano i riconoscimenti nel salone del Circolo Sottufficiali, si percepiva chiaramente che non si stava celebrando solo il passato. Si stava celebrando un modo di essere.
Ricordare Ernesto Cabruna oggi significa dire a noi stessi che il dovere, la disciplina e l’altruismo sono bussole che non passano mai di moda. L’ANSI di San Giovanni Rotondo ci ha regalato un pomeriggio di orgoglio nazionale, ricordandoci che, anche cento anni dopo, il volo di un eroe può ancora insegnarci a guardare verso l’alto.





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