Il coraggio di essere liberi: a Torremaggiore la legalità si fa cammino e comunità
Ci sono giorni in cui la memoria non è un semplice esercizio del passato, ma un fuoco vivo che accende il presente e traccia la strada per il domani. È questo il senso profondo che ci portiamo dentro dopo aver vissuto l'edizione 2026 di "Il coraggio di essere liberi", l'iniziativa promossa dalla Parrocchia Gesù Divino Lavoratore (con il patrocinio del Comune di Torremaggiore – Assessorato alla Cultura) che lo scorso weekend ha saputo scuotere, emozionare e unire la nostra comunità nel segno della legalità, della giustizia e della pace.
Risuonano ancora potenti le parole di Don Pino Puglisi, che hanno fatto da bussola a tutto l'evento: “Siate rompiscatole!”. E Torremaggiore, in queste due intense giornate, ha dimostrato di volerlo essere davvero, rompendo le scatole all'indifferenza e alla rassegnazione.
Venerdì 22 maggio: la memoria che premia e unisce
Il sipario si è alzato nel tardo pomeriggio di venerdì con la Santa Messa celebrata da don Leonardo di Mauro. Un momento di raccoglimento intimo ma fortemente radicato nel sociale, culminato con la consegna del riconoscimento "Donne di Rita". Questo premio nasce con il nobile scopo di valorizzare e far conoscere l’operato di donne che scelgono di vivere secondo i valori che hanno contraddistinto la vita di Santa Rita: il perdono e l’amore. Figure capaci di distinguersi per la forza straordinaria del perdono o per aver vissuto come una vera e propria missione il proprio impegno a difesa della dignità, dei diritti e dei doveri delle donne e degli uomini.
Quest'anno, il riconoscimento è stato conferito a Guendalina Romito e Fiore Loredana. A loro, l'intera comunità parrocchiale ha espresso profonda stima e gratitudine, stringendosi attorno a due figure che offrono quotidianamente una luminosa testimonianza umana e cristiana nel nostro tessuto sociale.
La serata è poi proseguita all'aperto, nella cornice accogliente dell'Oratorio “San Domenico Savio”. Qui, la prosa, i canti e i video curati con passione dal Coro "San Carlo Acutis", dall'ACR parrocchiale e dal Gruppo Giovani "Carlo Acutis" hanno fatto da perfetto preludio a uno dei momenti più toccanti dell'intera manifestazione: l'intervento online di Salvatore Borsellino. Le sue parole, cariche di una sete di giustizia mai placata, hanno teso un filo invisibile ma indistruttibile tra la Sicilia delle stragi e la nostra Puglia, ricordandoci che l'agenda rossa del giudice Paolo Borsellino è un testimone che oggi passa nelle mani di ciascuno di noi.
Sabato 23 maggio: una città in marcia e il cuore in campo
Il sabato mattina ha regalato l'immagine più bella e pulita di questa manifestazione. La Marcia della Legalità, giunta alla sua VII edizione, ha visto un fiume colorato di studenti, docenti e autorità cittadine attraversare le vie del paese. Partiti dalla stele dedicata a don Peppe Diana e don Pino Puglisi in via P. La Torre, i passi dei partecipanti hanno calpestato l'asfalto di via Berlinguer, via Nenni, via De Nicola e via Sacco e Vanzetti, fino a raggiungere il cortile dell'I.C. "Via Sacco e Vanzetti" per la premiazione del concorso a premi. Vedere i ragazzi riappropriarsi degli spazi pubblici con striscioni e sorrisi è il bilancio più attivo e prezioso che si potesse tracciare.
Nel pomeriggio, lo sport è diventato lo strumento per fare squadra contro l'illegalità. La Partita del Cuore della Legalità, organizzata magistralmente dal Centro Sportivo Italiano presso l'Oratorio, ha ricordato a tutti che le regole del gioco, nella vita come sul campo, sono la base per costruire una società più giusta.
Un bilancio che guarda al futuro
Cosa resta, dunque, a Torremaggiore dopo questo fine settimana? Resta la certezza che, come diceva Padre Pino Puglisi, “Se og⁹nuno fa qualcosa, allora si può fare molto”. Questa iniziativa non è stata una passerella di circostanza, ma una macchina organizzativa perfetta che ha saputo far dialogare la fede con l'impegno civile, i giovani con le istituzioni, la memoria storica con la quotidianità.
La Parrocchia Gesù Divino Lavoratore e tutte le realtà coinvolte hanno dimostrato che il futuro di legalità, giustizia e pace non è un'utopia lontana, ma un cantiere aperto. E Torremaggiore ha appena posato un altro, solidissimo mattone.






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