Il welfare della vulnerabilità: a Torremaggiore la trincea contro i professionisti del raggiro
TORREMAGGIORE. C’è una zona grigia, nelle statistiche della microcriminalità di provincia, che non fa rumore ma fa terra bruciata. È quella che si consuma dietro lo spioncino di un appartamento di edilizia popolare o al telefono, a metà pomeriggio, quando la solitudine pesa di più. Le truffe agli anziani non sono semplici reati contro il patrimonio; sono, più propriamente, operazioni di chirurgia psicologica. I bersagli scelti non sono mai casuali: si punta all'anello debole della catena sociale per monetizzare l'isolamento.
A Torremaggiore hanno deciso di non limitarsi a contare i danni e presentare denunce a babbo morto. Il 26 maggio, alle 16:30, la Sala Federico II della città dell'Alto Tavoliere ospita la terza edizione di «TRUFFE - Non lasciarti raggirare», una settimana di prevenzione e sensibilizzazione che prova a mettere in piedi un cordone sanitario, prima ancora che giuridico, attorno alla terza età.
La grammatica del raggiro
Il fenomeno ha ormai superato la narrazione folkloristica del "finto tecnico del gas" o del finto nipote in difficoltà. Oggi il perimetro si è allargato: i truffatori viaggiano sui binari del digitale, sfruttano le falle dell'home banking, clonano profili, muovendosi con una spregiudicatezza che richiede risposte coordinate e non risposte emotive.
L'iniziativa — che incassa i patrocini del Comune, della Direzione regionale INPS Puglia e della UIL Pensionati Puglia — tenta di fare esattamente questo: decodificare la grammatica del raggiro. Non si tratta di fare una lezioncina di educazione civica, ma di consegnare ai cittadini strumenti pratici di autodifesa. Se la prevenzione è l'unica vera delega di sicurezza possibile in territori complessi, l'informazione diventa l'arma principale per disinnescare la vulnerabilità.
Il fattore "rete" e le istituzioni sul territorio
Che la questione sia sentita come una priorità amministrativa e di ordine pubblico lo dimostra l'eterogeneità del tavolo dei relatori. C'è la politica locale, con il sindaco Emilio Di Pumpo; ci sono le strutture di prossimità come i servizi sociali con Filomena Angeloro e i vertici della Polizia Locale (Donato Sangiorgio). Ma, soprattutto, c'è lo Stato in prima linea con le forze dell'ordine — il Comandante della Stazione dei Carabinieri Giuseppe Gentile e il vice Antonio Pistillo — che sul territorio gestiscono quotidianamente il post-evento, quando la truffa è già consumata e subentra la vergogna della vittima, il vero alleato dei criminali.
Il sindacato e l'ente previdenziale fanno il resto del lavoro di sponda: da Luca Maggio e Maria Grazia Nesta (UIL/UILP Foggia) fino a Tiziana Carella (Segretaria Generale UILP Puglia) e Fulvio Mazziotti dell'INPS, l'obiettivo è chiaro: presidiare i luoghi fisici in cui gli anziani si muovono e incassano i frutti di una vita di lavoro.
Oltre il campanile: una mobilitazione regionale
L'appuntamento di Torremaggiore non è una monade. Il cartello degli organizzatori rivela una ragnatela territoriale che copre l'intera regione, dai coordinamenti UILP di Bari, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto, fino a una galassia di sezioni dell'ADA (Associazione per i Diritti degli Anziani).
È la dimostrazione che il contrasto a questa tipologia di reati non si può fare a compartimenti stagni o per competenza comunale. La sicurezza delle fasce deboli è un investimento a perdere se non diventa un'abitudine collettiva. E la giornata della Sala Federico II serve proprio a questo: a ricordare che la prima difesa contro chi vive di espedienti sulla pelle degli altri è, banalmente, non lasciarli soli.
IL TACCUINO DI TORREINFORMA:
L'evento: Terza Edizione – Settimana di prevenzione contro le truffe agli anziani.
Il focus: Strategie di contrasto ai raggiri e tecniche di autodifesa per la terza età.
Le coordinate: Martedì 26 maggio 2026, ore 16:30, Sala Federico II presso il Comune di Torremaggiore. Ingresso libero.



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