Torremaggiore, i Carabinieri incontrano gli studenti: “La legalità nasce dal coraggio di scegliere il bene”

 






TORREMAGGIORE – Ci sono incontri che restano dentro. Non perché imposti da un programma scolastico, ma perché riescono ad arrivare al cuore dei ragazzi, parlando il linguaggio dell’ascolto, della verità e della responsabilità.

È quanto accaduto nella mattinata di oggi, 12 maggio 2026, presso l’Istituto scolastico “Via Pietro Nenni” di Torremaggiore, dove circa 170 alunni hanno preso parte ad un importante momento di confronto promosso dall’Arma dei Carabinieri sul tema della legalità e del disagio giovanile.

A rappresentare l’Arma sono stati il vicecomandante della Stazione Carabinieri di Torremaggiore, il Maresciallo Capo Antonio Pistillo, insieme al Carabiniere Sara Mastronuzzi.

Bullismo, cyberbullismo, baby gang, rispetto delle regole, uso consapevole dei social: temi forti, concreti, attuali. Problematiche che toccano da vicino il mondo giovanile e che troppo spesso rischiano di trasformarsi in silenzi, paure e solitudini invisibili.

«Dietro uno schermo possono nascondersi ferite vere». È questo il messaggio che più volte è emerso durante l’incontro, seguito con attenzione e partecipazione dagli studenti.

Particolarmente coinvolgente l’intervento del Maresciallo Pistillo, che attraverso video e cortometraggi ha guidato i ragazzi in una riflessione autentica sulle conseguenze di certi comportamenti. Immagini forti, capaci di scuotere le coscienze e far comprendere che anche una parola può diventare una ferita.

Eppure, la mattinata non è stata segnata dalla paura, ma dalla speranza. Perché educare alla legalità significa soprattutto insegnare ai giovani che il rispetto è una scelta quotidiana e che il coraggio più grande non è seguire il branco, ma restare sé stessi.

Molto significativa anche la partecipazione degli alunni, che hanno posto domande, raccontato riflessioni personali e letto alcuni componimenti preparati per l’occasione. Momenti semplici ma autentici, che hanno trasformato il convegno in un vero dialogo tra istituzioni e nuove generazioni.

«Le parole possono ferire, ma possono anche salvare». Una frase che sembra aver accompagnato l’intera iniziativa e che racchiude il senso profondo della giornata.

Al termine dell’incontro è stato affisso nella bacheca dell’istituto il “bullizzometro”, uno strumento educativo pensato per aiutare i ragazzi a riconoscere la gravità degli episodi di bullismo e sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della denuncia.

Un gesto simbolico, ma potente. Perché il bullismo non è mai “uno scherzo” e il silenzio non può diventare complice.

In un tempo in cui tanti giovani cercano punti di riferimento veri, la presenza delle istituzioni nelle scuole assume un valore fondamentale. Seminare legalità oggi significa costruire cittadini più consapevoli domani. E forse è proprio da incontri come questo che può nascere una comunità più forte, più attenta e più umana.


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