San Severo abbraccia il ricordo di Don Francesco Maria Vassallo: una serata di fede che parla ancora al cuore

 



SAN SEVERO – Ci sono uomini che, pur lasciando questa terra, continuano a camminare accanto alla loro gente. Lo fanno attraverso i gesti che hanno seminato, le parole che hanno donato e l'amore che hanno saputo trasmettere. Don Francesco Maria Vassallo è uno di questi.


Nella serata di sabato 27 giugno, San Severo ha vissuto un momento destinato a rimanere nella memoria collettiva. Una comunità intera si è ritrovata per pregare, ricordare e rendere grazie al Signore per la vita del Servo di Dio, sacerdote che ha fatto della carità il suo Vangelo quotidiano e dei poveri la sua famiglia.


La Chiesa di Cristo Re ha accolto centinaia di fedeli per la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo della Diocesi di San Severo, Mons. Giuseppe Mengoli, concelebrata insieme ai sacerdoti e vissuta con la partecipazione delle religiose, dei ragazzi e degli educatori del Movimento Missionario Cenacolisti, giunti anche da Torremaggiore, terra profondamente legata alla figura di don Francesco.


Ma non è stata una semplice celebrazione.


È stata una festa della fede. Una di quelle che non si misurano con le luci o con gli applausi, ma con gli occhi pieni di emozione di chi ascolta e si lascia toccare dal Vangelo.


Durante l'omelia, Mons. Mengoli ha scelto di parlare soprattutto ai giovani, instaurando con loro un dialogo semplice, spontaneo e ricco di significato. «La festa siamo noi, se portiamo con noi il Signore Gesù», ha ricordato il Vescovo, spiegando come la vera gioia non dipenda da ciò che accade intorno a noi, ma dalla presenza viva di Cristo nel cuore di ogni credente. Un messaggio accolto con attenzione e silenzio, capace di raggiungere il cuore dei presenti.


Don Francesco Maria Vassallo continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per tante persone. Nato nel 1925 e tornato alla Casa del Padre nel 1981, ha speso ogni energia per gli ultimi, per gli emarginati, per i giovani e per quanti cercavano una speranza. La sua testimonianza ha dato origine al carisma del Movimento Cenacolisti e continua a illuminare il cammino di tante famiglie. Non è un caso che la Chiesa abbia avviato il suo cammino verso gli altari con la causa di beatificazione.


Al termine della celebrazione, la comunità si è trasferita in Via Tiberio Solis, all'angolo con Piazza Incoronazione, dove è stato inaugurato il monumento dedicato al Servo di Dio.


Un momento intenso, accompagnato da un lungo applauso che ha fatto da cornice alla scopertura dell'opera. Autorità civili, religiose e tantissimi fedeli hanno condiviso un'emozione difficile da descrivere, quasi il desiderio comune di dire semplicemente "grazie" a un sacerdote che continua a parlare anche attraverso il silenzio della sua testimonianza.


Particolarmente commovente l'intervento dello scultore Mauro Cipriani, autore dell'opera in bronzo e pietra. Con evidente emozione ha raccontato il significato del busto, che raffigura don Francesco con un microfono e un libro tra le mani, simboli della sua instancabile missione di evangelizzatore, educatore e uomo della Parola.


Sulla base del monumento è stata incisa una frase che racchiude l'essenza della sua vita e della sua spiritualità:


"La strada incomincia quando un cuore si avvia perdutamente."


Parole che oggi assumono il valore di un testamento spirituale e che invitano ciascuno a non avere paura di mettersi in cammino, affidandosi completamente all'amore di Dio.


La serata si è conclusa con tanti volti commossi, sorrisi, abbracci e preghiere. Segni semplici ma autentici di una comunità che non dimentica i propri testimoni.


Perché ci sono uomini che il tempo non cancella. Don Francesco Maria Vassallo continua a vivere nella fede della sua gente, nelle opere nate dal suo esempio e nel cuore di chi, ancora oggi, sceglie di percorrere quella strada d'amore che lui ha indicato con tutta la sua vita.

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