Rinasce il volto di Sant'Anna: il restauro restituisce alla città un tesoro di fede e memoria
Ci sono immagini che attraversano i secoli senza perdere la capacità di parlare al cuore delle persone. Basta uno sguardo, una preghiera sussurrata, una candela accesa, perché tornino a raccontare la storia di un popolo. È il caso della statua di Sant'Anna, che proprio nel giorno della sua festa torna a splendere dopo un accurato intervento di restauro, riconsegnando alla comunità un prezioso patrimonio di arte, devozione e identità.
La statua fu realizzata nel 1837 dalla Bottega Fratelli Verzella di Napoli, una delle botteghe scultoree più apprezzate dell'Ottocento meridionale. Venne commissionata a spese della Confraternita del Rosario per sostituire la tela di Sant'Anna che i principi veneravano nella loro cappella.
La devozione, però, affonda le sue radici ancora più lontano nel tempo. Sant'Anna è infatti titolare della cappella sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1701, segno di un culto che ha accompagnato generazioni di fedeli e che continua ancora oggi a essere vivo e sentito.
Nel corso del 2026 la statua è stata affidata alle cure del Laboratorio Antonio Mucedola di San Severo, dove è stata sottoposta a un delicato restauro conservativo. Un intervento eseguito con competenza e rispetto, che ha permesso di recuperare la bellezza originaria dell'opera, valorizzandone i dettagli artistici e preservandola per il futuro.
La riconsegna è avvenuta il 25 luglio 2026, vigilia della festa liturgica di Sant'Anna, rendendo ancora più significativo questo momento per la comunità. Non si tratta soltanto del ritorno di una statua restaurata, ma del recupero di un simbolo che custodisce la memoria, la fede e la storia della nostra città.
Ogni restauro rappresenta un ponte tra passato e futuro. Significa scegliere di non lasciare che il tempo cancelli ciò che racconta chi siamo. E quando a rinascere è un'immagine tanto cara ai fedeli, il restauro diventa anche un gesto di amore verso le generazioni che verranno.
Nel giorno dedicato a Sant'Anna, questa statua torna così ad accogliere i fedeli con la stessa dolcezza che da quasi due secoli accompagna la preghiera di quanti entrano nella cappella. Un ritorno che profuma di storia, di tradizione e di speranza, ricordandoci che i beni della nostra fede non sono soltanto opere d'arte, ma pagine vive della memoria collettiva di Torremaggiore.







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