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Oggi a Torremaggiore la Festa Liturgica di San Matteo: la Solenne Celebrazione presieduta da Mons. Giuseppe Mengoli

TORREMAGGIORE – Si tengono oggi, lunedì 21 settembre 2026 , le celebrazioni in occasione della Festa Liturgica di San Matteo Apostolo ed Evangelista . Un momento di profonda fede e comunità organizzato dalla Parrocchia Spirito Santo, dal Convento Sacro Cuore e con il sostegno di H.A.T. (HealthCare Alto Tavoliere). Il programma religioso prenderà il via nel tardo pomeriggio: Ore 18:30: Recita del Santo Rosario. Ore 19:00: Solenne celebrazione eucaristica all'aperto in Piazza Diaz , presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Mengoli , Vescovo della Diocesi di San Severo. Tutta la cittadinanza e i fedeli sono invitati a partecipare a questo importante appuntamento spirituale e comunitario. #Torremaggiore #TorremaggioreInForma #SanMatteo #MonsMengoli #PiazzaDiaz #EventiTorremaggiore #DiocesiSanSevero

Settembre, San Gennaro: negli occhioni del Sud la forza di una devozione popolare





Ci sono date che sul calendario del nostro Mezzogiorno non sono semplici numeri, ma battiti di cuore. Il 19 settembre è una di queste. Oggi gli occhi di milioni di fedeli – e gli "occhioni" speranzosi di tutto un popolo che lavora, soffre e spera – sono rivolti a quel prodigio di fede che ogni anno si rinnova.

Qualcuno, vedendo questo articolo sulle pagine di Torremaggiore in Forma, potrebbe sorridere e chiedersi: cosa c’entra il Santo Patrono di Napoli con la nostra comunità?

C’entra, eccome se c’entra. C’entra perché la devozione popolare non è una questione di confini geografici né di gelosie di campanile. La fede verace che nasce nei nostri paesi di Capitanata è fatta della stessa pasta di quella partenopea: è una fede viscerale, semplice, fatta di sguardi, di preghiere mormorate con il cuore in mano e di radici profonde che uniscono tutto il Sud.

La storia di un martirio e la voce del popolo Vescovo di Benevento, San Gennaro venne martirizzato nel 305 d.C. a Pozzuoli sotto la persecuzione di Diocleziano. La tradizione vuole che una piissima donna, Eusebia, ne raccolse il sangue in due ampolle subito dopo la decapitazione. Da quel gesto di pietà è nato un legame indissolubile. La liquefazione del sangue – documentata per la prima volta nel 1389 – per chi crede non è un curioso fenomeno da baraccone, ma un segno di protezione paterna, una Carezza del Cielo che si rinnova e dice a ciascuno di noi: non siete soli.


Oggi, con rispetto e fraternità, ci uniamo a questa grande giornata di preghiera e di festa. Perché la devozione verace è un patrimonio che arricchisce tutti.



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