Passa ai contenuti principali

In primo piano

Suggestioni Sub Flore 2026: con l’Associazione Borgo Antico Torremaggiore rivive la "Disfatta di Fiorentino"

Un viaggio affascinante indietro nel tempo per riscoprire le radici storiche della nostra comunità. Giovedì 3 settembre 2026 , la suggestiva cornice del Castello Ducale De Sangro e di Piazza De Sangro ospiterà la rassegna "Suggestioni Sub Flore 2026" , un evento promosso con la fondamentale regia e presenza dell' Associazione Borgo Antico , interamente dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla rievocazione dei grandi fatti storici legati a Federico II. La serata si articolerà in due momenti principali: Ore 18:30 – Presentazione del libro "Il Figlio del Falco" La prima parte dell'evento vedrà protagonista il romanzo di Michele Lavacca . L'incontro, condotto da Tonio Toma , vedrà gli interventi dell'Assessore alla Cultura del Comune di Torremaggiore, Ilenia Rosa Coppola , e dello storico locale Ciro Panzone , che approfondiranno i contesti e le atmosfere dell'opera. Ore 20:30 – Rievocazione teatrale "La Disfatta di Fi...

🍇 A TORREMAGGIORE È TEMPO DI VENDEMMIA: QUANDO LA TERRA TORNA A PARLARE




 


1° settembre.

C’è un momento dell’anno in cui a Torremaggiore l’aria cambia, le campagne sembrano avere un profumo diverso e tra le nostre strade arriva un richiamo antico, fatto di terra, di sole e di lavoro.

È il tempo della vendemmia.

In questi primi giorni di settembre, nelle campagne di Torremaggiore, comincia uno dei riti più belli della nostra tradizione agricola. Un appuntamento che si rinnova ogni anno e che, ancora oggi, riesce a raccontare qualcosa di profondo della nostra comunità.

Perché la vendemmia non è soltanto la raccolta dell'uva.

È memoria.

È il ricordo delle mani dei nostri nonni, delle giornate trascorse nei campi, delle cassette riempite lentamente, delle pause sotto l'ombra di un albero e di quel bicchiere di vino che, alla fine di una giornata di lavoro, sembrava avere un sapore speciale.

🍇 QUANDO LA TERRA REGALA I SUOI FRUTTI

La vendemmia, a seconda delle varietà di uva, delle condizioni climatiche e del grado di maturazione, può iniziare tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre e proseguire nelle settimane successive.

A Torremaggiore, in questi giorni, i vigneti tornano dunque a essere protagonisti.

Tra i filari si osservano i grappoli, si scelgono quelli pronti e si comincia la raccolta. Un gesto apparentemente semplice, ma che racchiude un anno intero di lavoro.

Prima c'è stata la potatura.

Poi la primavera, la fioritura, le giornate di sole, la pioggia, il vento e l'attesa.

E ora arriva il momento del raccolto.

Ogni grappolo raccolto rappresenta la conclusione di un percorso iniziato molti mesi prima.

✂️ LE MANI, LE FORBICI E QUELLA FATICA CHE DIVENTA FESTA

La vendemmia conserva ancora oggi qualcosa di profondamente umano.

Le forbici che tagliano il grappolo, le cassette che lentamente si riempiono, le mani che si colorano di mosto.

E poi le voci.

Perché nei campi non si lavora soltanto.

Si parla, si scherza, si raccontano storie. I più anziani ricordano come si faceva una volta, mentre i più giovani imparano gesti che rischierebbero altrimenti di perdersi.

È proprio questo uno degli aspetti più belli della vendemmia: mettere insieme le generazioni.

Il nonno accanto al nipote.

Il padre accanto al figlio.

La famiglia riunita intorno alla terra.

Una tradizione che non ha bisogno di grandi palcoscenici per essere una festa.

La festa è già lì, tra i filari.

🍷 DALL'UVA AL VINO

Dopo la raccolta, l'uva lascia la campagna e arriva nelle cantine.

È qui che comincia un'altra parte della storia.

La pigiatura, la fermentazione, l'attesa.

Quello che era un grappolo diventa lentamente mosto e poi vino.

Anche qui serve pazienza. La terra ha i suoi tempi e non conosce la fretta.

È una lezione che forse oggi abbiamo dimenticato: alcune cose belle hanno bisogno di tempo.

🌾 UNA STORIA CHE APPARTIENE A TORREMAGGIORE

Torremaggiore è figlia di una terra generosa.

Una terra che ha conosciuto il lavoro dei contadini, le stagioni scandite dal raccolto, le famiglie che per generazioni hanno vissuto seguendo il ritmo dei campi.

La vendemmia appartiene a questa storia.

E appartiene al grande patrimonio agricolo del Tavoliere delle Puglie, dove la coltivazione della vite rappresenta una parte importante della cultura rurale del territorio.

Ma ciò che rende davvero speciale questo periodo non è soltanto il vino che arriverà sulle nostre tavole.

È ciò che c'è prima.

Il lavoro.
La fatica.
L'attesa.
La famiglia.
La comunità.
La memoria.

❤️ QUANDO IL PASSATO INCONTRA IL PRESENTE

Forse oggi la vendemmia non è più quella di tanti decenni fa.

Sono cambiati gli strumenti, le tecniche e i ritmi del lavoro.

Ma resta qualcosa che il tempo non è riuscito a cancellare: il legame tra l'uomo e la sua terra.

Ed è proprio questo che dovremmo custodire.

Perché una comunità non vive soltanto delle sue piazze, dei suoi palazzi e delle sue strade.

Vive anche delle storie che si raccontano nelle campagne.

Vive delle tradizioni tramandate dai nonni.

Vive di quei gesti semplici che, ripetuti anno dopo anno, diventano parte della nostra identità.

E così, mentre il calendario segna il 1° settembre, a Torremaggiore la terra torna a parlare.

Parla attraverso i grappoli maturi.

Parla attraverso le mani dei vendemmiatori.

Parla attraverso il profumo del mosto.

Parla attraverso i ricordi di chi questa stagione l'ha vissuta per una vita intera.

🍇 È tempo di vendemmia.

E ancora una volta la nostra terra ci ricorda chi siamo.

Una comunità legata alle proprie radici, capace di guardare al futuro senza dimenticare il valore delle proprie tradizioni.

Perché alla fine, dietro ogni grappolo raccolto, non c'è soltanto un frutto.

C'è una storia.
C'è una famiglia.
C'è un pezzo di Torremaggiore.

Commenti