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🎤 Il CSI Torremaggiore lancia il progetto "CSI Academy": l'intervista al Presidente Salvatore Trematore

  Tra memoria del Ventennale e sguardo al futuro: nasce un percorso dedicato all'Under 16 per unire crescita sportiva, empatia e valori umani. TORREMAGGIOREINFORMA – Un traguardo importante come la Stagione del Ventennale non rappresenta soltanto un prezioso traguardo da custodire con orgoglio, ma è soprattutto l'occasione ideale per ascoltare le esigenze del territorio, mettersi in gioco e tracciare nuove rotte formative. Con l'avvio della stagione 2026/2027, il CSI Torremaggiore rilancia la propria missione educativa inaugurando ufficialmente il progetto "CSI Academy", una nuova iniziativa concepita per affiancare e valorizzare in particolar modo i ragazzi della categoria Under 16. Un percorso che mette al centro non soltanto l'aspetto agonistico, ma la crescita maturativa dei giovani atleti. Per scoprire l'anima e il significato profondo di questa nuova sfida, abbiamo incontrato il Presidente del CSI Torremaggiore, l’Avv. Salvatore Trematore. ...

Il silenzio delle lapidi e la saggezza del popolo: il significato de "'A livella" nel giorno del ricordo dei defunti

 




di Torremaggioreinforma

C’è un momento preciso, nella giornata del 2 novembre, in cui il tempo a Torremaggiore sembra quasi fermarsi. È quel momento in cui il vocio quotidiano si spegne, i passi si fanno lenti e la nostra comunità si ritrova unita tra le corsie del cimitero.

Tra la luce calda e tremolante dei ceri, il profumo inconfondibile dei crisantemi e il freddo sottile dell'autunno che avvolge la Capitanata, si rinnova un rito intimo, antico, bellissimo. Un rito che unisce tutte le famiglie, senza distinzioni: il ricordo di chi ha camminato prima di noi, di chi ci ha dato le radici, di chi ha costruito a prezzo di sacrifici la storia che oggi viviamo.

In questa ricorrenza così profonda, la memoria collettiva riscopre un punto di riferimento straordinario, capace di unire commozione, ironia e un’infinita forza morale: i versi immortali del Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, e la sua opera più celebre, 'A livella.

Raccontare questa poesia oggi, con la passione e il calore della grande narrazione teatrale, non significa soltanto citare un classico della letteratura napoletana e italiana. Significa far battere con forza il cuore della nostra tradizione locale e riaffermare valori che ci appartengono da sempre.

Il racconto dell'opera: la notte del cimitero e il dialogo surreale

La poesia immagina un ambientazione surreale eppure incredibilmente viva. È la notte del 2 novembre. Un uomo rimane chiuso per distrazione all'interno del cimitero e, nascosto al buio, assiste a una scena al limite del fantastico: due ombre appena defunte prendono vita e iniziano a parlare tra loro.

Da una parte c'è il Marchese Del Spavento di Carpignano: una figura boriosa, aristocratica, ancora drammaticamente legata al suo status sociale. Anche nell'aldilà pretenda di far valere titoli, stemmi di famiglia, pompe funebri sfarzose ed epigrafi altisonanti scritte in lettere d'oro.

Dall'altra parte c’è Gennaro Spasiano: uno sfortunato e umile netturbino, sepolto per puro caso a pochi passi dall'imponente cappella del marchese. Gennaro si trova lì senza sfarzo, sotto una croce semplice e con un mazzo di fiori appassito.

Quando il marchese si accorge della presenza del povero netturbino, comincia a sgridarlo con alterigia, pretendendo che cambi sistemazione e che porti "rispetto" alla sua classe sociale, persino nella terra.

È a questo punto che esplode la risposta di Gennaro. Con la flemma, l'ironia pungente, la dignità e la profonda saggezza tipiche del popolo, il netturbino ridimensiona le pretese del nobiluomo, fino a pronunciare il verdetto finale che racchiude il senso profondo di tutta la poesia:

"‘A morte ‘o ssaje cos’è?... è ‘una livella."

La livella — lo strumento fondamentale dei muratori, usato per mettere in piano le superfici e livellare ogni dislivello — diventa la metafora perfetta del destino umano. La morte azzera ogni vanità terrena, cancella le gerarchie araldiche, abbatte le barriere economiche e rende i re, i nobili, i ricchi, i contadini e gli ultimi esattamente uguali davanti al Creatore. Di fronte all'eternità, le appartenenze ostentate e la superbia svaniscono: resta soltanto l'essenza dell'uomo, ciò che si è seminato in vita in termini di bontà, rispetto e umiltà.

Dal teatro di Totò alla nostra terra: l’anima della nostra gente

C’è un filo invisibile, ma indissolubile, che lega la morale di Totò alla nostra identità profonda.

La nostra è una terra autentica, dura e generosa al tempo stesso, impastata di lavoro nei campi, di sudore sulle ginocchia, di sacrifici quotidiani e di un senso profondo della famiglia e della comunità. Qui, il valore reale di una persona non si misura dai titoli altisonanti, dalle appartenenze o dalle apparenze esteriori. Il valore di un uomo e di una donna si riconosce dalla dignità con cui affronta la vita, dalla stretta di mano, dal rispetto verso il vicino e dalla capacità di rimanere umili di fronte alle prove dell'esistenza.

La lezione de 'A livella parla direttamente a noi: ci ricorda che le uniche ricchezze che restano sono gli affetti veri, l'onestà, il senso del dovere e il rispetto reciproco.


La missione civica di Torremaggioreinforma

È proprio in questa visione della comunità che si inserisce l'impegno quotidiano e la missione profonda di Torremaggioreinforma.

Torremaggioreinforma nasce e vive come un blog civico, una vera e propria piazza digitale sempre aperta al servizio della gente. Non è un semplice canale di notizie, ma la cassa di risonanza di tutto ciò che muove la nostra città:

  • La voce del territorio: racconta le battaglie civiche, dà spazio ai problemi da risolvere ma mette anche in luce i punti di forza e le eccellenze della nostra comunità.

  • Il fermento sociale e giovanile: dà voce alle iniziative delle associazioni culturali, al volontariato e all'entusiasmo delle attività sportive in cui i nostri ragazzi crescono imparando i valori della lealtà e del rispetto sul campo.

  • La custodia delle radici: custodisce con orgoglio la storia locale, il patrimonio artistico e le tradizioni più antiche; celebra i riti patronali, le ricorrenze civili e religiose, e la ricchezza delle nostre tipicità enogastronomiche, dai piatti semplici della cucina contadina ai sapori veraci della nostra terra.

Un blog civico ha il dovere di raccontare tutto questo ogni giorno: la cronaca, la vita reale, la passione per il territorio e l'evoluzione di un popolo. Ma ha anche il compito, nei giorni solenni come questo, di saper fare un passo indietro, spegnere la frenesia e fermarsi a riflettere.

Oggi, tra una preghiera e un fiore deposto sui marmi del nostro cimitero, ricordiamo chi ci ha preceduto con la profonda consapevolezza che la memoria è il bene più prezioso che abbiamo. E che di fronte alla "livella" del tempo, ciò che davvero rimane è l'amore che abbiamo donato e l'impronta di dignità che lasciamo nella nostra comunità.

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