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DA DOVE DERIVA IL NOME “AGOSTO”? LA STORIA DI UNA PAROLA CHE CI ACCOMPAGNA DA PIÙ DI DUEMILA ANNI

  Torremaggioreinforma – Le storie della nostra memoria 31 agosto. L’ultimo giorno del mese che più di ogni altro ci fa pensare all’estate. Agosto sta per finire. Tra poco arriverà settembre, cambieranno i ritmi, le giornate cominceranno lentamente ad accorciarsi e l’estate entrerà nei nostri ricordi. E proprio oggi, mentre agosto ci saluta, Torre Maggiore Informa vuole fermarsi su una parola che abbiamo pronunciato centinaia di volte in queste settimane: AGOSTO. Ma da dove deriva questo nome? La risposta ci porta indietro di più di duemila anni. PRIMA SI CHIAMAVA SEXTILIS Nell’antico calendario romano, quello che oggi chiamiamo agosto aveva un altro nome: Sextilis , cioè “sesto”. Il motivo è semplice: a quei tempi l’anno cominciava con marzo e Sextilis era, appunto, il sesto mese. Con la riforma del calendario il mese divenne l’ottavo dell’anno. Ma il nome sarebbe cambiato. DA SEXTILIS AD AUGUSTUS Nell’8 avanti Cristo il Senato romano decise di dedicare quel mese a...

Le ultime luci di agosto e un amore che sfida il tempo: La leggenda di Cristalda e Pizzomunno






Nelle ultime sere di agosto il mare cambia voce. Le spiagge si fanno più quiete, il vento di sera si rinfresca e il Gargano regala tramonti dai colori intensi e malinconici. L’estate non è ancora finita, ma ci invita a rallentare il passo e a lasciarci incantare dalle storie e dalle radizioni che rendono unica la nostra terra.

Oggi vogliamo portarvi a Vieste per raccontarvi uno dei miti più dolci e commoventi della Puglia: la storia d'amore tra Cristalda e Pizzomunno.

Pizzomunno era un giovane pescatore dal cuore puro, perdutamente innamorato della sua Cristalda. Ogni giorno affrontava il mare e ogni giorno le sirene cercavano di ammaliarlo con il loro canto promettendogli l'immortalità, ma lui sceglieva sempre e solo Cristalda. Tradite dall'invidia, una sera le sirene trascinarono la ragazza negli abissi. Sopraffatto da un dolore immenso, Pizzomunno rimase immobile sulla riva, trasformandosi nel maestoso faraglione bianco che ancora oggi veglia sul mare.

Ma la leggenda non finisce nel dolore: si racconta che ogni cento anni, per una sola notte magica, Cristalda riemerga dalle acque per riabbracciare il suo grande amore.

Un racconto che ci ricorda che certi sentimenti vanno oltre il tempo e le maree, immortalato anche dalla famosa canzone di Max Gazzè e dai versi dipinti sulla Scalinata dell’Amore a Vieste.

Buon fine agosto a tutti i lettori di Torre maggiore In Forma: che sia una settimana ricca di emozioni, storie da ascoltare e tramonti da ricordare.

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