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Oggi 10 agosto, dopo la notte di San Lorenzo: il cielo che custodisce i nostri sogni e il ricordo del Santo






La notte è appena passata, ma il suo sapore dolcissimo e amaro al tempo stesso resta ancora attaccato alla pelle. È la mattina dell'10 agosto. Le luci dell'alba hanno pian piano riacceso i colori del mondo, spazzando via il buio in cui, fino a poche ore fa, eravamo tutti rimasti con la testa all'insù, a inseguire scie di luce nel vuoto.

La notte di San Lorenzo se n'è andata in silenzio, lasciandoci addosso quella strana, bellissima stanchezza di chi ha vegliato per sognare.

Ci siamo ritrovati ancora una volta lì, dispersi lungo i rilievi bui, distesi sui prati o sui bagnasciuga dove il mare risacca piano. Abbiamo spento i telefoni, zittito il rumore di fondo di giornate sempre troppo di corsa, e ci siamo messi in ascolto. Perché la notte di San Lorenzo non è mai stata soltanto un appuntamento con l'astronomia: è un appuntamento con l'anima.

Una tradizione antica, che affonda le sue radici nella memoria e nella fede. San Lorenzo, il giovane diacono di Roma che nel 258 d.C. affrontò il martirio con una forza e una dignità sovrumane, preferendo donare i beni della Chiesa ai poveri piuttosto che cederli ai carnefici. La leggenda popolare ha voluto che quelle stelle cadenti, che ogni anno bucano il cielo di agosto, fossero le sue lacrime ardenti cadute durante il supplizio, o i carboni ardenti su cui fu consumato. Lacrime che il cielo raccoglie ogni anno e trasforma in desideri per noi che restiamo qui a guardare.

Oggi, 10 agosto, è anche il giorno in cui la memoria si fa abbraccio: un pensiero affettuoso e sincero va a tutti coloro che portano questo nome così antico e nobile, Lorenzo e Lorenza, a cui auguriamo di custodire sempre nel cuore la stessa luce viva e luminosa di questa notte.

Mentre il sole di oggi riscalda questa nuova giornata, a noi resta la sensazione di aver toccato qualcosa di eterno. Ognuno di noi ieri sera portava in tasca un desiderio. Ci sono stati i desideri giovani e spavaldi dei ragazzi che si tengono per mano, e poi quelli più pesanti, sussurrati a fior di labbra per non farli spezzare: le preghiere di chi ha il cuore ferito, i sogni di chi spera in un piccolo miracolo, i saluti mandati a chi non c'è più.

Perché la verità è che quando una stella cade, cerchiamo risposte. Cerchiamo volti. Ci piace pensare che lassù, tra le pieghe dell'universo, ci sia qualcuno che continua a vegliare su di noi — un padre, una madre, un amico di sempre. Quelle scie brillanti sono state un cenno della mano, un "ti sento", una carezza improvvisa che bagna gli occhi di una commozione pura.

La notte di San Lorenzo è volata via, ma finché continueremo ad alzare lo sguardo con la meraviglia di quando eravamo bambini, niente di ciò che amiamo andrà mai davvero perduto. Buona giornata e buon onomastico a tutti i Lorenzo e le Lorenza.


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