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Il ritorno di Alfredo Fabbrocini alla guida della Questura di Foggia: un presidio di legalità per la Capitanata

  Torna a Foggia una vecchia conoscenza del territorio, un investigatore di spessore che conosce a fondo le dinamiche e le complessità della Capitanata. Alfredo Fabbrocini si è ufficialmente insediato come nuovo Questore di Foggia, raccogliendo un incarico di altissimo profilo in una terra tanto complessa quanto ricca di risorse umane sane e desiderose di riscatto. Per chi ha già operato in passato nella nostra provincia — guidando con polso fermo e determinazione la Squadra Mobile dal 2010 al 2013 e firmando operazioni di peso contro la criminalità organizzata — non si tratta di un semplice arrivo, ma di un ritorno "a casa". Un legame mai spezzato con la comunità foggiana, fatto di memoria condivisa e di una profonda conoscenza dei fenomeni criminali che hanno ferito il territorio. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il nuovo Questore ha tracciato la linea guida del suo mandato, incentrata sul binomio imprescindibile tra fiducia e vicinanza al territorio :...

Vent’anni di CSI Torremaggiore: la grande bellezza dello sport e la carezza del nostro Vescovo Giuseppe

 




di Michele Pio Pontonio

C’è chi immagina i Vescovi sempre chiusi nei loro uffici, intenti a sfogliare polverosi faldoni o a redigere ponderosi trattati di teologia. E poi ci sono i Pastori che sanno scendere in campo, quelli che si mettono a bordo campo con la giacca sulle spalle, guardano i ragazzi correre dietro a un pallone sbilenco e riescono a scorgere, proprio in quel pulviscolo di terra e sudore, una parabola del Regno dei Cieli.

Mons. Giuseppe Mengoli appartiene a questa seconda, bellissima categoria. La sua è un’umanità limpida, senza orpelli, capace di parlare al cuore della gente semplice con la franchezza e il calore di un padre. E la lettera che ha voluto donare al nostro CSI di Torremaggiore per l’anno sociale 2026-2027 – proprio nell’anno speciale in cui festeggiamo i nostri primi vent’anni di vita – ne è la prova più luminosa.

“Non siamo qui per fabbricare campioni da copertina, ma per custodire la speranza di chi impara a diventare uomo”: potremmo riassumere così l’anima del suo messaggio. Il Vescovo Giuseppe non ci parla dall’alto di un piedistallo, ma si fa compagno di viaggio. Ci ricorda che in un mondo affannato, ossessionato dai numeri, dalla prestazione a tutti i costi e dalla fretta di giudicare, lo sport educativo è una specie di “santo paradosso”. Un luogo dove si perde tempo per guadagnare anime, dove una sconfitta sul campo può diventare il primo mattone per una vittoria ben più grande nella vita.

“Il cristiano è un eterno discepolo che non smette mai di imparare, e la squadra è il luogo dove nessuno si salva da solo”. È un’altra pennellata di straordinaria profondità che il Vescovo regala alla nostra comunità. In queste parole si sente tutto il respiro di una Chiesa che non giudica, ma abbraccia; che non impone schemi rigidi, ma spalanca le braccia all'entusiasmo dei giovani.

Riportiamo qui di seguito, integralmente e con profonda gratitudine, il testo che Mons. Giuseppe Mengoli ha indirizzato a tutti noi:

DIOCESI DI SAN SEVERO

Lettera al CSI di Torremaggiore 2026 - 2027

Quando un passo diviene storia, è Dio stesso che ne racconta la trama…

I 20 anni del Centro Sportivo Italiano a Torremaggiore sono più che un passo, sono stati il primo tratto di strada percorso da chi ha scoperto che lo sport, ispirandosi alla visione cristiana dell’uomo, è un prezioso strumento educativo di crescita e di aggregazione sociale. Gli animatori e con essi i genitori hanno creduto nei ragazzi e nelle loro potenzialità, preoccupandosi di custodire in loro la luce della speranza che spesso, a causa delle delusioni e dei contrcolpi della vita, rischia di spegnersi molto presto. L’educazione ha un potere che, forse, non premia subito, ma si misura sui lunghi tempi dell’apprendimento, lunghi perché ad imparare non si finisce mai. Per questo educare è investire sulla speranza, è metterne i presupposti contro ogni forma di cinismo. Il cristiano stesso, infatti, per definizione è uno che rimane ‘discepolo’ fino alla fine, discipulus, uno cioè che impara continuamente. Il CSI ha in sé, perciò, un carisma necessario e profetico, perché davanti ad un mondo distratto dalla logica della produzione, del profitto e del consumo, riconosce che il migliore investimento per il nostro futuro è accompagnare i ragazzi ad amare la vita. La comunità di Torremaggiore è ormai arricchita da un ventennio che ha visto la generosa, attenta e costante disponibilità delle guide dei ragazzi che hanno saputo creare un contesto virtuoso attraverso la capacità di far fare squadra insieme, attraverso il rispetto dell’altro anche nei momenti di competizione sportiva e attraverso il rispetto delle regole sportive. I ragazzi, iscritti al CSI, con i colori del loro entusiasmo hanno reso bella e attraente questa benemerita Associazione. Il loro protagonismo nello sport è diventato uno dei migliori apprendistati per introdursi in maniera attiva e propositiva nella costruzione del loro futuro. La Chiesa stessa in questi 20 anni attraverso di loro non ha mai smesso di annunciare la bellezza di un vangelo che non è difficile leggere nei loro occhi gioiosi. Consapevoli ora che “l’educazione cristiana è opera corale: nessuno educa da solo” (Leone XIV, Disegnare nuove mappe di speranza, n. 3.1.), la celebrazione di questo anniversario se da una parte rivela lo stato di buona salute dell’intera comunità torremaggiorese, dall’altra si ripropone come un forte richiamo alle proprie responsabilità tutti coloro che in vario modo hanno verso le nuove generazioni un ruolo educativo, incominciando naturalmente dall’insostituibile impegno dei genitori. Solo così i ragazzi capiranno che nessuno può fare sport da solo e che creare squadra è una delle regole più importanti della vita, oltre che dello sport. La comunità, ogni comunità, così, ha l’obbligo morale di mettere al centro i ragazzi, deve essere attrezzata ad utilizzare i loro linguaggi e non può venir meno dal dovere di insegnare loro attraverso lo sport a vincere nella partita più importante che è quella della vita. Come Vescovo di questa Diocesi incoraggio il Centro Sportivo Italiano di Torremaggiore a continuare in modo avvincente il percorso intrapreso. Ringrazio e benedico il Presidente dell’Associazione con il Comitato Territoriale, l’Assistente ecclesiastico e tutti gli affiliati che in questi anni hanno avuto e continuano ad avere la passione educativa, con l’augurio che non si spenga mai. Rivolgo, infine, un sincero ringraziamento a don Renato, a don Leonardo e all’intera comunità parrocchiale per aver accolto questa Associazione nell’Oratorio della parrocchia di Gesù Divino Lavoratore, facendola diventare la sua sede abituale, la sua casa.

† Giuseppe Mengoli

Che bella iniezione di fiducia! Mons. Mengoli ci ricorda che la parrocchia, l'oratorio e il campo da gioco sono, prima di tutto, una "casa" in cui c'è posto per tutti.

“Vincere la partita della vita non significa non cadere mai, ma avere sempre qualcuno al tuo fianco pronto a rialzarti e a passarti di nuovo la palla”. Con questo spirito, forte della benedizione e della paterna vicinanza del nostro Vescovo, il CSI Torremaggiore si appresta a vivere un nuovo anno e i suoi vent'anni di storia con il sorriso sulle labbra e la gioia nel cuore.

Grazie, Vescovo Giuseppe, per averci ricordato che il Vangelo ha il sapore della festa e il passo stanco ma felice di chi cammina insieme!

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